I Sindaci si trovano a operare con margini di intervento estremamente limitati, che non consentono azioni rapide ed efficaci per prevenire nuovi drammi
Ennesimo incidente, ennesima vittima sulle strade che attraversano i centri abitati del Friuli Venezia Giulia.
La tragedia avvenuta lunedì scorso a Precenicco riaccende con forza il tema della sicurezza stradale, in particolare lungo quelle arterie di traffico che, pur attraversando paesi e comunità, non rientrano nella competenza diretta dei Comuni.
Strade statali e regionali si stanno trasformando sempre più spesso in teatro di incidenti gravi e, talvolta, mortali. In questo contesto i Sindaci, pur sollecitati quotidianamente dai cittadini, si trovano a operare con margini di intervento estremamente limitati, che non consentono azioni rapide ed efficaci per prevenire nuovi drammi.
Per questo Anci Friuli Venezia Giulia ribadisce con forza la necessità di attribuire ai Comuni poteri concreti per intervenire sulla viabilità urbana, indipendentemente dalla proprietà delle strade.
«La sicurezza dei cittadini deve prevalere sulla titolarità del sedime stradale – sottolinea il direttivo di Anci Fvg –. È indispensabile consentire ai Comuni di adottare misure immediate come la riduzione dei limiti di velocità, la realizzazione di attraversamenti pedonali protetti, l’installazione di dissuasori e la creazione di aree a velocità moderata, come le Zone 30. Non si può più aspettare: è tempo di agire per evitare nuove vittime».
In questa prospettiva, il sodalizio regionale rinnova l’invito alla Regione Friuli Venezia Giulia e agli Enti competenti ad avviare un percorso tecnico-normativo che garantisca strumenti operativi adeguati, risorse dedicate e tempi certi per l’attuazione degli interventi, oltre a una governance condivisa con gli enti proprietari delle strade.
«La morte del 59enne a Precenicco – ha commentato Dorino Favot, Presidente di Anci Fvg – si aggiunge a una lista che continua drammaticamente ad allungarsi. Una vita spezzata e una comunità colpita ci ricordano, ancora una volta, l’urgenza di rendere più sicure le strade dei nostri paesi. Non possiamo più attendere».
