È questo quanto emerso durante la riunione convocata il 19 febbraio da Anci Fvg per discutere in merito agli effetti della nuova classificazione introdotta a livello nazionale
La Regione Friuli Venezia Giulia continuerà a garantire la maggior parte dei fondi e delle agevolazioni regionali attualmente destinati ai Comuni interessati dalla revisione dello status di “Comune montano”. È questo quanto emerso durante la riunione da ANCI FVG per discutere in merito agli effetti della nuova classificazione introdotta a livello nazionale.
I nuovi criteri, basati su altitudine e pendenze minime, hanno infatti escluso numerosi enti locali dalla definizione di Comune montano. A questo riconoscimento sono collegati, strumenti strategici per lo sviluppo dei territori: dalle agevolazioni fiscali ai crediti d’imposta per microimprese giovanili, dagli incentivi per agricoltori e silvicoltori al bonus per personale sanitario e scolastico, oltre a interventi per la connettività digitale, la banda ultralarga e la tutela dell’ecosistema montano. Strumenti fondamentali per sostenere l’occupazione e contrastare lo spopolamento già presente in queste aree del Fvg.
Durante le interlocuzioni Stato-Regione avvenute negli ultimi mesi i rappresentanti del nostro territorio avevano proposto di dare maggiore peso al parametro della pendenza rispetto alla sola altitudine, al fine di ampliare la platea dei Comuni riconosciuti, ma la proposta non è stata accolta dallo Stato, che ha mantenuto soglie più restrittive per rispettare l’obiettivo di contenimento numerico.
I primi cittadini dei Comuni del Fvg esclusi temono principalmente ripercussioni sull’accesso ai futuri bandi nazionali e sulle risorse strategiche per lo sviluppo locale. Un esempio, la riduzione a livello nazionale del Fondo Sviluppo Montagne Italiane.
Durante l’incontro, Anci Fvg ha ribadito la volontà di tutelare in ogni modo i Comuni colpiti, anche attraverso interlocuzioni a livello nazionale, affinché vengano individuate soluzioni capaci di attenuare gli effetti della riforma. Rimane inoltre ferma la richiesta alla Regione di mantenere alta l’attenzione e valutare eventuali ulteriori risorse a favore dei territori esclusi, per assicurare equità e prospettive di sviluppo.
