La campagna nazionale è promossa da Anci e Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Contrastare la violenza di genere non come emergenza episodica, ma come fenomeno strutturale che attraversa la società e mette in discussione i fondamenti della democrazia.
È questo il cuore della campagna nazionale promossa da Anci e dipartimento per le pari opportunità, “Contro la violenza sulle donne, mai bandiera bianca”, alla quale il Comune di Pordenone ha aderito con deliberazione della giunta. Simbolo della campagna è una bandiera bianca rovesciata, quale richiamo quotidiano alla responsabilità pubblica e alla consapevolezza che la violenza di genere non è un fatto isolato, ma un fenomeno che attraversa la società.
L’adesione alla campagna si inserisce in un percorso che Pordenone porta avanti da anni con l’obiettivo di rendere la prevenzione un impegno quotidiano, non confinato alla data simbolica del 25 novembre. È un lavoro che si esprime attraverso il protocollo d’intesa con i 50 comuni del Friuli occidentale e della Prefettura che mette in rete istituzioni, forze dell’ordine, scuole, sanità e associazioni; carta di Pordenone, protocollo media e rappresentazione di genere; iniziative culturali ed educative, tra cui il concorso nazionale “Pari”, attualmente in corso. Un impegno condiviso con i Comuni dell’area vasta e con il tavolo regionale Anci Fvg.
L’adesione alla campagna nazionale ne rafforza la visibilità e ne consolida il valore pubblico. Accanto alla bandiera, la campagna prevede una presenza coordinata sui social media, con materiali messi a disposizione da Anci per raggiungere un pubblico ampio e in particolare le giovani generazioni. Nel documento di adesione, la giunta ribadisce che la lotta alla violenza di genere è una responsabilità trasversale a tutti gli assessorati e richiede coordinamento istituzionale, scambio di buone pratiche e un impegno che superi i singoli mandati amministrativi.
La campagna “Mai bandiera bianca” accompagnerà l’intero 2026, anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica e del primo voto alle donne: un’occasione per ricordare che emancipazione, autodeterminazione e tutela dei diritti non sono conquiste acquisite una volta per tutte, ma un lavoro quotidiano che riguarda l’intera comunità. —
Fonte Il Messaggero Veneto
