25 Sindaci firmano il Contratto
di Lucia Aviani
Con la firma, ieri mattina, dell’atto d’impegno, il contratto di fiume del torrente Cormôr – che coinvolge 25 Comuni, lungo tutta l’asta del corso d’acqua, la Regione, il Consorzio di bonifica pianura friulana e l’Associazione Valle del Cormôr – entra nella fase operativa, coronando un percorso avviato nel 2020 e frutto dell’intuizione di Luca Di Giusto, funzionario regionale e Consigliere comunale a Tricesimo. La sottoscrizione è avvenuta alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Fvg Fabio Scoccimarro, primo firmatario dell’accordo, che apre la strada a un lavoro sinergico, di rete e di area vasta, per la tutela ambientale del Cormôr ma anche per la sua promozione a fini turistici.
«Questa firma – ha commentato l’Assessore, davanti a una platea di Sindaci – dimostra che quando istituzioni e cittadini sanno fare squadra si riescono a costruire progetti concreti, dalla prospettiva duratura. Il Cormôr, che attraversa una delle aree più popolate e produttive del Friuli, è un patrimonio da difendere e promuovere: le risorse ci sono, dunque vi è la possibilità di attuare interventi importanti, a cominciare dal canale scolmatore destinato a convogliare le acque del torrente da Tricesimo a Salt di Povoletto», ha sottolineato, facendo poi riferimento, fra l’altro, al piano di realizzazione di un approdo per canoe e imbarcazioni leggere nella parte finale del Cormor, per rendere il torrente fruibile anche sotto il profilo turistico, appunto.
Al Direttore del Consorzio, Stefano Bongiovanni, il compito di declinare le progettualità in essere e in previsione: in testa si colloca la realizzazione – catalogata come opera prioritaria e già forte del parere favorevole dell’Autorità di bacino – del citato canale scolmatore in galleria, inserito nel piano stralcio per la difesa idraulica (risalente al 2005). Con una capacità di portata di 100 metri cubi al secondo, convoglierà l’acqua nel Torre, in Comune di Povoletto; sotterraneo, avrà un diametro di 6 metri e sboccherà all’altezza del ponte di Salt. Gli alti costi di realizzazione – si parla di 140 milioni di euro – risulteranno comunque inferiori a quelli che si dovrebbero sostenere per rimediare agli effetti di eventi alluvionali. Si delinea pure la prospettiva di una cassa espansione a Zugliano (per 2 milioni di metri cubi d’acqua: il progetto è però in standby) e del potenziamento delle casse di espansione a Sant’Andrat, portandone la capienza da 2.100.000 a 4.500.000 metri cubi.
In forma complementare alle azioni sul Cormôr ne saranno attuate altre sull’asta Torre-Isonzo. E sempre sul Cormôr, sono in programma un’operazione manutentiva all’altezza di Udine nord (per 344 mila euro di spesa: i lavori dovrebbero partire entro l’anno) e una messa in sicurezza degli argini, per 600 mila euro.
Il contributo del Direttore era stato preceduto da quelli di Marina Colaizzi, Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali («Ci poniamo l’obiettivo di entrare a far parte di questo Cfd, strumento che permette di attuare una strategia operativa in una realtà ter ritoriale importante», ha dichiarato), della Presidente del Consorzio di bonifica pianura friulana, Rosanna Clocchiatti («Con i Comuni stiamo facendo un lavoro di progettazione e ristrutturazione finalizzato alla prevenzione»), di Luca Di Giusto e del funzionario regionale Marco Lipizer, che ha fatto il punto sulla situazione dei contratti di fiume in Friuli Venezia Giulia: 11, ad oggi, i processi di Cdf attivi. —
Fonte Il Messaggero Veneto
