Energia verde: patto regionale tra 25 enti

La Comunità energetica rinnovabile Friuli Venezia Giulia promossa dalla Regione è in rampa di lancio

 
di Laura Blasich
 
Diffusa e partecipata, per abbattere emissioni e costi, promuovere l’autonomia di approvvigionamento, sviluppare innovazione e ricerca. La Comunità energetica rinnovabile Friuli Venezia Giulia promossa dalla Regione è in rampa di lancio. L’obiettivo è quello di presentare al Gestore dei servizi energetici entro fine giugno l’istanza per la prima configurazione, cioè di un primo nucleo operativo, della Cer. «La Comunità energetica rinnovabile Friuli Venezia Giulia è un progetto strategico per la nostra Regione, ma anche, in un’ottica di sovranità energetica, per l’intero Paese», ha sottolineato l’assessore regionale all’Energia Fabio Scoccimarro facendo il punto sul percorso dell’operazione nel palazzo della Regione a Trieste assieme al presidente di Fvg Energia Franco Baritussio, al direttore dell’agenzia Piero Mauro Zanin, al direttore centrale Energia Massimo Canali e alla responsabile del Servizio transizione energetica Elena Caprotti.
 
i promotori
 
Al proprio fianco la Regione ha trovato, al di là dei propri bracci operativi, Fvg Energia e Arpa Fvg, altri 22 soggetti, pubblici e privati. Ai tavoli hanno partecipato e partecipano, dopo aver sottoscritto un protocollo d’intesa con la Regione, le due università regionali, tutte e quattro le Ater, i tre consorzi di bonifica, le diocesi di Trieste e Pordenone, industriali, artigiani, commercio, cooperative, oltre all’Associazione dei Comuni italiani. Un’adesione che dovrebbe trovare conferma nell’ingresso nella Cer Fvg come socio fondatore. «La transizione energetica – ha spiegato l’esponente della giunta Fedriga – non può essere calata dall’alto, ma deve essere un percorso condiviso, basato su alleanze solide, capacità tecniche e responsabilità collettiva. Ed è proprio questo modello – aperto, partecipato, capace di ascoltare e integrare competenze diverse – che da mesi sta guidando il nostro lavoro».
 
gli obiettivi
 
Tra quelli primari indicati ieri dall’assessore, il rafforzamento dell’autonomia energetica del territorio per renderlo meno esposto alla fluttuazione dei costi derivante da contesti geopolitici in mutamento. La scelta di una Cer regionale punta però anche ad agevolare la transizione energetica, promuovendo l’autoconsumo da fonti rinnovabili, massimizzando l’efficienza del sistema energetico. «Creare prima e gestire poi una Cer non è facile», ha rilevato ieri Elena Caprotti. «La Cer Fvg sarà inoltre la piattaforma ideale per sperimentare nuove tecnologie, dalle smart grid avanzate ai sistemi di accumulo innovativi», ha aggiunto l’assessore. Per la Cer Fvg Scoccimarro ieri ha individuato però anche un potenziale ruolo nella rigenerazione urbana dei siti militari dismessi. «Fvg Energia potrà intervenire con i privati per creare impianti fotovoltaici in queste superfici di cui non sappiamo cosa fare», ha detto l’assessore. Un modello, però, quello della Cer che «rappresenta uno strumento sociale prima ancora che tecnico». Come ricordato dal direttore di Fvg Energia Zanin, «la Cer è basata su un principio di solidarietà e favorisce la democrazia energetica». I cittadini andranno coinvolti e promossa l’educazione energetica: tra le attività della sono già previsti eventi, iniziative divulgative.
 
i vantaggi
 
Le ricadute perseguite, e attese, sono comunque anche di natura economica. Ci sono quelle indirette, come il rafforzamento della resilienza del tessuto produttivo, e quelle dirette per gli aderenti. Il ministero dell’Ambiente riconosce una tariffa incentivante ventennale sull’energia rinnovabile autoconsumata virtualmente dai membri della Cer. L’incentivo varia tra 60 e 120 euro il MWh in base alla taglia dell’impianto e al valore di mercato dell’energia elettrica, prevedendo alcune premialità in funzione della localizzazione geografica della Cer. A ciò si aggiunge il corrispettivo di valorizzazione per l’energia autoconsumata determinato dall’Arera. «E un soggetto di portata regionale avrà un peso contrattuale maggiore nei confronti delle controparti nazionali», ha osservato Baritussio.
 
i tempi
 
La tabella di marcia indicata ieri prevede scadenze ravvicinate. Entro fine marzo si concluderanno i tavoli tecnici e i soggetti che vi hanno partecipato saranno chiamati a confermare l’adesione in qualità di socio fondatore. Entro il 30 aprile sarà costituito il soggetto giuridico ed entro il 30 giugno sarà trasmessa al Gse (Gestore dei servizi energetici) l’istanza della prima configurazione della Cer, un primo nucleo operativo della comunità energetica. «L’auspicio è che i cittadini possano aderire entro fine anno – ha spiegato Caprotti a margine dell’incontro –, perlomeno nei territori dove si saranno strutturate le prime configurazioni». L’intenzione è di creare una configurazione in ciascuno dei quattro ex capoluoghi di Provincia, agganciati a una cabina primaria. In questa fase, ancora da definire la quota associativa che sarà richiesta alle utenze domestiche. —
Fonte Il Messaggero Veneto