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La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, assieme ai principali attori istituzionali, ecclesiali, culturali, sociali e produttivi del territorio, presenta un ricco programma di eventi dedicato alla commemorazione del 50° anniversario del terremoto che nel 1976 colpì il Friuli, lasciando un segno profondo nella comunità regionale.

Il programma si delinea come un’unica narrazione che ripercorre le tappe fondamentali della nostra storia collettiva: dal dolore della perdita alla dignità della ricostruzione, fino alla codificazione di un modello di governance unico al mondo.

Il percorso celebrativo è stato inaugurato a gennaio con il tributo alla memoria del già Presidente Adriano Biasutti, promotore di una visione che seppe mutare l’emergenza in un’organica opportunità di sviluppo per il territorio.

Il programma continuerà nel segno del sacrificio e della spiritualità: la concelebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Zuppi a Gemona del Friuli onorerà la memoria delle vittime lì dove la terra tremò con più violenza.

Questo legame profondo con il ricordo sarà suggellato, pochi giorni dopo, dal tributo universale dell’arte: la voce di Andrea Bocelli eleverà un inno di speranza e rinascita proprio ai piedi di quelle montagne che furono teatro della tragedia.

Una seduta straordinaria del Consiglio Regionale a Gemona del Friuli sancirà solennemente l’abnegazione che ha orientato l’operato dell’Amministrazione in questo mezzo secolo. Un impegno che non è stato solo politico, ma identitario, come dimostrerà a luglio la Convention dei Fogolârs Furlans: un incontro finalizzato a celebrare la straordinaria solidarietà internazionale che abbracciò il Friuli da ogni parte del mondo.

Il racconto si sposterà quindi sull’etica del fare, sulla cultura della resilienza e sulla ricerca scientifica, trasformando l’esperienza del sisma in un asset di gestione del territorio. Una visione pragmatica e un omaggio alla filosofia “prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”: una celebrazione del lavoro, pietra angolare della nostra rinascita sociale.

Seguirà l’analisi del “Modello Friuli” attraverso incontri che approfondiranno il concetto di sussidiarietà che ha reso queste terre un esempio di governance efficace.

Le attività si chiuderanno con l’intitolazione della sala ottagonale della Protezione Civile regionale all’on. Giuseppe Zamberletti e con un’esercitazione internazionale: la memoria si fa azione concreta, consegnando alle nuove generazioni un territorio non solo ricostruito, ma protetto, consapevole e pronto ad affrontare le sfide di domani.