L’Anci in udienza da Papa Leone XIV

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L’incontro si inserisce nella storica tradizione delle udienze ANCI con i Pontefici, avviata a partire da San Giovanni Paolo II

Lunedì 29 dicembre Papa Leone XIV ha concesso udienza privata ad una delegazione dell’Associazione composta da Sindaci delle Città capoluogo e dai rappresentanti delle Anci regionali. All’udienza, alla quale era presente anche il Cardinale Matteo Zuppi, per ANCI FVG hanno partecipato il Presidente Dorino Favot e il Segretario generale Alessandro Fabbro.
 
Nel suo discorso Papa Leone XIV ha richiamato il senso più autentico del ruolo pubblico come responsabilità e servizio, indicando nelle virtù dell’umiltà, dell’onestà, della condivisione e soprattutto dell’ascolto la cifra di un’amministrazione capace di prendersi cura delle persone e delle comunità, a partire dai più fragili.
 
“Una grande gioia in una mattinata indimenticabile aver partecipato all’udienza di Sua Santità Papa Leone XIV. Le parole che ha speso a favore degli Amministratori dopo aver sottolineato la presenza di molte persone fragili nei territori, inducono le amministrazioni comunali a fare sempre di più e meglio per il benessere delle loro comunità”.
 
Sono state queste le prime impressioni del Presidente Dorino Favot al termine dell’udienza tenutasi nella Sala Clementina.
 
“Le parole pronunciate da Papa Leone XIV (scarica il discorso integrale) ci riportano ad una verità essenziale: amministrare non significa solo gestire la burocrazia, ma prendersi cura delle persone. Come diceva Giorgio La Pira, un amministratore non può restare indifferente di fronte a chi soffre, a chi perde il lavoro o a chi si sente solo”.
 
“Oggi la nostra società affronta ‘epidemie’ silenziose come il gioco d’azzardo, la depressione e l’isolamento dei giovani, la solitudine degli anziani. Per combatterle, non bastano nuove strade o infrastrutture: serve quella che il Papa definisce un’alleanza per la speranza.
 
E’ quanto ha dichiarato il Presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, a conclusione dell’udienza.
 
“Dobbiamo passare da una democrazia di sole parole a una democrazia dei fatti, capace di ascoltare i più fragili. Il nostro compito – conclude Manfredi – è trasformare la fatica quotidiana dei cittadini in un progetto collettivo, ricordandoci che una comunità cresce davvero solo se cresce insieme, senza lasciare indietro nessuno”.