L'8 aprile il terzo incontro, dopo i primi due di questi giorni, sul "Contratto di Fiume"
Entra nel vivo il “Contratto di Fiume” per la salvaguardia dell’Isonzo transfrontaliero che nasce nella Val Trenta, in Slovenia, e attraversa la provincia isontina per 40 chilometri.
Il “Documento d’Intenti” era stato siglato a ottobre scorso alla presenza di Fabio Scoccimarro, assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, e Marina Colaizzi, segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, dell’assessore all’ambiente Roberta Russi, del sindaco Marco Fragiacomo di Staranzano, Comune proponente capofila, e recepito da oltre 30 soggetti presenti. Fra gli altri ci sono Regione, Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Irisacqua, i Consorzi di Bonifica della Venezia Giulia e della Pianura Friulana, Ordini professionali, diverse associazioni ambientaliste e la quasi totalità dei Comuni del medio e basso corso dell’Isonzo, con una quindicina di sindaci.
Ieri a Cividale hanno partecipato al secondo incontro Roberta Russi, il sindaco Fragiacomo, Matteo De Luca della Stazione biologica della Cona. Un appuntamento annuale di confronto tra istituzioni, tecnici, amministratori locali, università e rappresentanti dei “Contratti di Fiume” attivi sul territorio regionale. Momento centrale è stato la tavola rotonda dedicata alla Nature Restoration Law, il nuovo regolamento europeo sul ripristino degli ecosistemi. Il primo laboratorio si era tenuto mercoledì nella sala del Consiglio a Staranzano, altro meeting è stato calendarizzato il prossimo 8 aprile alle 17, sempre a Staranzano.
L’assessore all’ambiente Roberta Russi si dice molto fiduciosa dell’avanzamento dei lavori che vedranno impegnati nei prossimi mesi gli attori sottoscrittori del contratto, gli studiosi, gli appassionati e i naturalisti, in due laboratori partecipativi che hanno lo scopo principe di definire il Documento Strategico del Contratto di Fiume Isonzo parte italiana. I lavori prevedono la restituzione della prima bozza dell’Analisi Conoscitiva del fiume, che riguarda lo stato ecologico, eventuali criticità, potenzialità di sviluppo e progetti in corso. Una parte intermedia sarà dedicata ai lavori di gruppo tematici che si occuperanno di argomenti strategici, quali: ambiente ed ecosistemi, rischio idraulico e sicurezza territoriale, paesaggio e fruibilità, turismo, comunità e sviluppo locale.
Nella parte finale, invece, tutti saranno protagonisti della restituzione dei lavori per poi produrre una sintesi, individuando le priorità condivise e le prime linee del documento strategico.
In Friuli Venezia Giulia sono attualmente 11 i “Contratti di Fiume” attivi: sei hanno già sottoscritto l’atto di impegno, mentre cinque sono in fase di costituzione o avvio. «Un dato – afferma la Russi – che testimonia la crescente attenzione verso strumenti di governance partecipata capaci di integrare tutela ambientale, sicurezza idraulica, valorizzazione paesaggistica e sviluppo sostenibile». —
Ci. Vi.
Fonte Il Piccolo
