Cucci detta la linea «Conti in ordine e più investimenti»

Il primo cittadino di Tavagnacco traccia il bilancio dell'annata conclusa

di ROSALBA TELLO
 
Un anno di scelte strategiche e risultati concreti: dal “pericolo scampato” dell’impianto a biometano al solido bilancio che sostiene 25 milioni di investimenti senza ricorrere ai mutui, il sindaco di Tavagnacco, Giovanni Cucci, ripercorre le sfide affrontate e guarda avanti con nuovi progetti per giovani, comunità e mobilità, mantenendo saldo l’obiettivo di rafforzare l’identità di un “Comune di paesi” alle porte di Udine.
 
Sindaco, quali obiettivi sono stati raggiunti nel 2025?
 
«È stato innanzitutto l’anno in cui abbiamo dovuto confrontarci con la localizzazione dell’impianto di biometano, di cui si è molto parlato. Alla fine siamo riusciti a giustificare lo spostamento verso un sito alternativo. È stato anche l’anno del consolidamento di un evento – unico nel Nord-Est – partito con il numero zero nel 2024: il Forum sull’Intelligenza artificiale; l’edizione 2025 ha confermato successo e partecipazione. Un altro elemento di merito riguarda la continuità della solidità del bilancio, lavoro iniziato già con la giunta di Moreno Lirutti. Oltre ai conti in ordine, evidenzio gli investimenti e la prospettiva di sviluppo che rappresentano».
 
A cosa si riferisce?
 
«Parliamo di 15 milioni più altri 10 gestiti dall’Edr, ossia 25 milioni di opere tutte finanziati da contributi, senza mutui. È un fatto senza precedenti. Prosegue anche tutto il piano di investimenti legato al Pnrr, 13 progetti in corso che chiuderemo nel 2026. E poi c’è tutto il lavoro culturale, sociale e scolastico, fondamentale per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Mi piace dire che il nostro è un “Comune di paesi”, essere alle porte di Udine comporta il rischio di essere inglobati: per questo investiamo molto sulla nostra identità».
 
Oltre alla comunicazione tramite i social, un Comune “composto da tanti paesi” come gestisce i contatti diretti con i cittadini?
 
«La porta del sindaco è sempre aperta, ogni giorno: non servono appuntamenti. Il senso di appartenenza, poi, qui è molto forte e condiviso, e anche i nuovi cittadini si identificano rapidamente con la comunità. È uno dei nostri punti di forza».
 
Vi sono proposte della minoranza che avete raccolto e intendete lavorare?
 
«L’opposizione fa il suo lavoro, ma il clima è positivo e collaborativo. Un tema recentemente battuto è quello dell’addizionale Irpef: cercheremo di trovare spazi finanziari che permettano una risposta, totale o parziale, senza gravare sui cittadini o penalizzare il ceto medio. Circa la piazza di Cavalicco, la prima parte dei lavori è partita. Rimane da definire la parte retrostante, dove ci sono i fabbricati: siamo in attesa del via libera della Soprintendenza».
 
Quali sono le criticità principali che vi state trascinando?
 
«La situazione più frustrante riguarda i lavori della fibra. I ripristini delle strade spesso lasciano a desiderare: dobbiamo rincorrere le ditte, multarle, segnalare al prefetto. Inoltre non c’è programmazione, intervengono più volte sulla stessa via, e questo ci impedisce di rifare gli asfalti perché altrimenti ci accuserebbero di sprecare denaro pubblico. Alcuni ritardi sono spesso dovuti alla Soprintendenza; non possiamo intervenire neppure sui porfidi senza la presenza dell’archeologo, ciò inevitabilmente rallenta alcune opere».
 
Per quanto riguarda la percezione della sicurezza, si è fatto abbastanza?
 
«Il controllo c’è: il territorio è infrastrutturato con telecamere e continuiamo ad ampliarle. Serve però anche senso civico, certi comportamenti mettono a rischio la sicurezza».
 
Ai giovani di Tavagnacco cosa state proponendo?
 
«Ogni anno offriamo borse lavoro in Comune, per far conoscere l’amministrazione. Quest’anno voglio lanciare un’iniziativa nuova: un “giorno col sindaco” per i neo-diciottenni, dopo la consegna della Costituzione il 2 giugno. Chi vuole, potrà trascorrere una giornata in Comune, per vedere come funziona e magari appassionarsi. Piuttosto, le difficoltà maggiori oggi riguardano gli adolescenti, come dimostrano purtroppo alcuni episodi recenti».
 
E agli anziani?
 
«Il Comitato è molto attivo e la rete funziona bene. Siamo coperti».
 
C’è un desiderio particolare, per la comunità, che vorrebbe vedere realizzato?
 
«Siamo a metà mandato e spero di riuscire a chiudere diversi interventi in corso. Uno che mi sta a cuore è la pedonalizzazione parziale di via Mazzini a Feletto, davanti alla scuola, magari con un sistema di “cilindri” che si alzano nelle ore di punta o durante gli eventi. Prima però dobbiamo realizzare una bretella a sud del paese, per unire così la piazza e la Corte di Feletto». 
 
Fonte Il Messaggero Veneto