Il primo cittadino di Tricesimo: «Puntiamo all'ultimazione dei lavori alla primaria e alla sua riapertura»
di Alessandra Ceschia
Un obiettivo importante: coniugare sviluppo e qualità della vita. Su questo doppio binario lavora l’amministrazione comunale guidata da Giorgio Baiutti a Tricesimo.
Sindaco, molto si è fatto sul fronte viabilistico, ma la Pontebbana è ancora una barriera imponente
«Tricesimo è attraversato quotidianamente, nell’arco delle 12 ore lavorative, da un flusso di 22/24 mila autovetture, ma sopporta anche il traffico lungo le dorsali laterali costituite da 5 strade ex provinciali, ora Edr, che aggiungono altri 8.000 mezzi in transito. Un 10% di questi è costituito da mezzi pesanti che rendono il tratto interno alla cittadina meno sicuro in corrispondenza di 13 attraversamenti pedonali e soggetto a un inquinamento atmosferico e acustico che occorre attenuare. Da quattro anni, Tricesimo sopporta pure il traffico pesante diretto da Udine verso la zona industriale di Osoppo a causa delle limitazioni sul ponte del Cormor di Pagnacco, una situazione che l’Edr dovrebbe affrontare con un progetto di consolidamento del manufatto».
Sono tante le chiusure di negozi ed esercizi pubblici che hanno interessato il territorio. Come rivitalizzarlo?
«La vocazione emporiale e di riferimento di servizi e del terziario di Tricesimo è riconosciuta da un centinaio di attività del socio-sanitario, cura della persona e dei servizi alle imprese che operano all’interno del centro cittadino e dalla provenienza di utenza dai comuni a nord di Udine. Le difficoltà maggiori sono rappresentate dai pubblici esercizi che operano in locali in affitto perché i ricavi non coprono le spese generali del personale e delle bollette dei servizi. In questo quadro si inserisce il tema del passaggio generazionale che per interessi diversi dei giovani non trova attuazione e una parte di queste chiusure ha questa motivazione».
Anche il mercato settimanale ha registrato una diminuzione degli ambulanti. È ipotizzabile un rilancio?
«Il calo dell’attività dei mercati ambulanti è diffuso e riguarda molti comuni. La competitività e la concorrenza dei prezzi nelle catene di media e grande distribuzione si fanno sentire anche nell’attività dei mercati settimanali. Reggono maggiormente le bancarelle che propongono prodotti a chilometro zero e prodotti stagionali del periodo primaverile ed estivo. Da tempo sono cambiate le abitudini delle persone e delle famiglie che fanno la spesa una volta a settimana e che non attendono la giornata del mercato per fare gli acquisti. Va riconosciuto che ci sono attività dell’abbigliamento, dell’arredo e dell’alimentazione di assoluta qualità che attraggono una clientela che proviene da molte località dell’hinterland udinese».
Il Comune ha investito molto sulle scuole. A che punto è il programma per l’edilizia scolastica?
«L’amministrazione municipale ha investito, in buona parte grazie a contributi regionali, oltre cinque milioni di euro per l’efficientamento della scuola primaria e il rifacimento delle coperture della scuola media di primo grado e della scuola dell’infanzia. Grazie a un contributo Pnrr è in fase di costruzione il nido d’infanzia dimensionato come opportunità aggiuntiva rispetto a quello parrocchiale senza concorrenzialità così come avviene per le due scuole dell’infanzia».
Quali saranno le principali sfide per il 2026?
«Gli obiettivi sono costituiti dal completamento dei lavori di riqualificazione della scuola primaria e la sua riapertura, dal rientro degli anziani della casa di riposo nella sede storica di Tricesimo e dall’avvio del polo museale di villa Ciceri che si affiancherà alla biblioteca civica ospitando libri, scritti, arredi di scrittori locali. L’avvio di un primo lotto di ristrutturazione dell’immobile adiacente alla villa Ciceri e la progettazione della nuova palestra/palazzetto della scuola primaria potrebbero trovare un punto di partenza alla fine dell’anno pur essendo obiettivi del prossimo quinquennio».
Un altro traguardo è quello che riguarda il rilancio della vocazione industriale. Un obiettivo difficile?
«La zona urbanisticamente vocata a ospitare nuove attività produttive e industriali è quella che si trova a nord e sud della via San Giorgio, nelle vicinanze della ex caserma Patussi, parte della quale interessata da un insediamento produttivo che ha consentito di riqualificare un’area degradata da oltre vent’anni e ora restituita a una funzione occupazionale che rientra negli obiettivi dell’amministrazione accanto all’attività museale dei mezzi militari del secolo passato. Negli ultimi anni ci sono stati quattro nuovi insediamenti su alcuni immobili abbandonati da anni e altre due iniziative sono in corso di definizione in questa zona, l’unica urbanisticamente vocata per strutture di questo tipo». —
Fonte Il Messaggero Veneto
