Pordenone saluta la carta d'identità tradizionale per passare a quella elettronica
DI EDOARDO ANESE
La svolta
Fin dalle prime disposizioni del Governo, secondo cui le vecchie carte sarebbero rimaste valide fino al 3 agosto scorso, il Comune non ha perso tempo e, in soli due mesi, grazie a una macchina organizzativa studiata nei minimi dettagli, ha superato a pieni voti la transizione, evitando il sovraffollamento dell’ufficio anagrafe.
Ben 4.000 documenti realizzati in soli 60 giorni grazie al lavoro dei collaboratori dell’ufficio anagrafe che, tra giugno e luglio, per due pomeriggi alla settimana hanno lavorato senza sosta per garantire una risposta a tutti.
Nonostante la proroga concessa da Roma per il passaggio alla nuova tessera – il documento d’identità tradizionale rimarrà valido fino alla sua naturale scadenza – Pordenone ha dimostrato ancora una volta l’efficienza della macchina comunale.
Da una parte la soddisfazione per il traguardo raggiunto, dall’altro il rammarico per l’atteggiamento dimostrato da 250 cittadini. «Dopo aver appreso della proroga per il passaggio alla carta elettronica», ha spiegato l’assessore alle politiche per i servizi demografici Walter De Bortoli, «in oltre 200 non si sono presentati all’appuntamento prenotato, senza nemmeno avvisare gli uffici». Poi lo sfogo. «L’ho trovato una mancanza di rispetto», ha detto, «soprattutto nei confronti di chi ha dedicato gli ultimi due mesi a questa intensa attività, fra straordinari e giornate intere in ufficio».
L’assessore, infatti, per garantire a tutti i cittadini di poter effettuare il passaggio da un documento all’altro, ha messo a disposizione un pacchetto di risorse per coprire le ore in più effettuate su base volontari dai dipendenti. Il martedì e il venerdì, infatti, gli addetti ai lavori si sono fermati in ufficio ben oltre il proprio orario.
Nonostante il vecchio documento resti valido in Italia fino a naturale scadenza, coloro che non hanno ancora effettuato il passaggio alla Cie incorrono in diverse limitazioni, soprattutto qualora dovessero spostarsi oltreconfine, dove il vecchio documento dal 3 agosto non ha più alcuna valenza. E non è tutto: oltre al nodo degli spostamenti, non sarà nemmeno utilizzabile per accedere ai servizi pubblici digitali.
«Per il grande risultato raggiunto», ha aggiunto De Bortoli, «ci tengo a ringraziare anche il dirigente responsabile dell’ufficio anagrafe, Davide Zaninotti, che ha coordinato il gruppo di lavori in questi mesi. È grazie all’impegno di tutti se siamo riusciti a raggiungere questo importante traguardo».
Per due mesi, quindi, gli uffici hanno tenuto aperto dalle 14 alle 18 dedicandosi unicamente alle carte d’identità, realizzando in media 230 pratiche al giorno. Per coloro che hanno scelto di non presentarsi non ci sarà più nessuna corsia preferenziale, ma dovranno prendere una nuovo prenotazione. «Un esempio virtuoso di sinergia ed efficienza della macchina pubblica», ha concluso l’assessore Walter De Bortoli, «che fa dei nostri uffici un esempio di amministrazione pubblica virtuosa».
