Il Censis premia Udine, terza Università d’Italia

L'annuale rapporto da 25 anni fotografa il mondo accademico italiano attraverso un report capace di analizzare qualità dei servizi, strutture, internazionalizzazione e molto altro

di Elisa Michellut
 
Le due Università del Friuli Venezia Giulia si confermano ai vertici della graduatoria nazionale dedicata agli atenei statali di medie dimensioni. A confermarlo è l’annuale rapporto Censis, che da 25 anni fotografa il mondo accademico italiano attraverso un report capace di analizzare qualità dei servizi, strutture, internazionalizzazione e molto altro.
 
L’Università di Udine è al terzo posto in Italia nella classifica Censis dei diciassette atenei statali di medie dimensioni, cioè da 10 a 20 mila studenti, e per il quarto anno consecutivo conquista il podio. Con un punteggio medio di 92,7, solo un decimo in meno rispetto alla seconda, la Politecnica delle Marche (92,8), e più alto del 92,2 dell’anno scorso, quando arrivò secondo, l’Ateneo friulano è a pari merito con Trento, entrambe al primo posto tra le università del Triveneto. Al primo posto, invece, troviamo l’Università di Sassari, con una media di 93,2. La graduatoria annuale, giunta alla ventiseiesima edizione, analizza tutte le università, pubbliche e private, per fornire una guida ai futuri iscritti. Rispetto al 2025, fra gli indicatori valutati, si conferma il primo posto, secondo a livello generale, di Comunicazione e servizi digitali, a pari merito con Ca’ Foscari, e per il sesto anno consecutivo. In miglioramento l’Internazionalizzazione e le Borse, stabili gli ottimi piazzamenti dell’occupabilità e dei servizi e in lieve flessione il parametro delle strutture. «Siamo davvero molto soddisfatti della sostanziale conferma del nostro piazzamento che è il risultato dell’impegno profuso da tutta la comunità universitaria in questi anni – le parole del rettore Angelo Montanari –. Continueremo e rafforzeremo il lavoro intrapreso per dare ai nostri studenti una elevata qualità dei nostri corsi di studio e migliorare ulteriormente la vivibilità degli spazi universitari».
 
Il prorettore e delegato alla Comunicazione, Giorgio Alberti, aggiunge, non senza soddisfazione: «L’ottimo risultato ottenuto sul fronte della comunicazione (108 punti) conferma la validità delle strategie adottate e il grande lavoro di squadra svolto dagli uffici tecnici e amministrativi dell’Università di Udine. Negli ultimi anni abbiamo investito con decisione sia nella comunicazione esterna sia in quella interna, intervenendo sul miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza del sito web, introducendo un assistente virtuale per facilitare la navigazione e l’accesso ai servizi, rafforzando la presenza dell’Ateneo sui social media, grazie anche ai canali youtube, specie quello culturale, PlayUniud, e dando vita a un podcast mensile che racconta la vita, i progetti e le persone della nostra università. Sono iniziative che testimoniano un percorso di innovazione continua e che ci incoraggiano a sviluppare strumenti e linguaggi sempre più efficaci per dialogare con la nostra comunità e con il territorio».
 
Il delegato all’Internazionalizzazione, Enrico Salvati, sottolinea che uno dei risultati più significativi del triennio 2023-2026 riguarda il progressivo rafforzamento della dimensione i nternazionale dell’Università di Udine (l’indicatore Censis è passato da 77.0 nel 2023 a 82.0 nel 2026). «In questi anni – le parole di Salvati – è cresciuto in modo rilevante il numero degli studenti con cittadinanza straniera: gli immatricolati sono aumentati del 50% mentre la comunità complessiva degli studenti internazionali iscritti ha registrato un incremento del 26%». Aggiunge ancora il delegato all’Internazionalizzazione: «Parallelamente, la mobilità in ingresso è raddoppiata, confermando la crescente capacità attrattiva dell’Ateneo nei confronti di studenti provenienti da altri Paesi. Anche la mobilità in uscita, attraverso i programmi Erasmus+ e le esperienze di breve durata all’estero ha continuato a crescere, con un incremento del 14% rispetto a valori già superiori alla media nazionale. Sono segnali concreti di un Ateneo sempre più aperto al mondo e capace di offrire ai propri studenti percorsi formativi in una prospettiva realmente globale».
Fonte  | IL MESSAGGERO VENETO