L’emergenza caldo sta modificando anche l’organizzazione dei cantieri di manutenzione del verde pubblico. Le ordinanze regionali adottate per la tutela della salute dei lavoratori, che nei giorni a rischio elevato limitano lo svolgimento delle attività all’aperto nelle ore di maggiore esposizione al sole, rendono infatti necessario anticipare le lavorazioni alle prime ore del mattino. Una necessità che, in molti territori, si confronta con i regolamenti comunali in materia di inquinamento acustico, che generalmente non consentono l’utilizzo di macchinari rumorosi – come rasaerba, decespugliatori e motoseghe – prima delle ore 8.00.
Per affrontare questa criticità, i Comuni possono ricorrere a ordinanze temporanee o provvedimenti in deroga agli orari stabiliti dai regolamenti acustici locali, consentendo l’avvio anticipato dei cantieri del verde nei periodi di maggiore rischio climatico e garantendo la tutela della salute degli operatori. Tali interventi si inseriscono nel quadro delle misure regionali adottate per la prevenzione dello stress termico nei luoghi di lavoro, che prevedono limitazioni o sospensioni delle attività all’aperto nelle fasce orarie caratterizzate da maggiore esposizione al calore, e trovano fondamento, per quanto riguarda gli aspetti acustici, nell’articolo 6, comma 1, lettera h), della legge 26 ottobre 1995, n. 447 (“Legge quadro sull’inquinamento acustico”), che attribuisce ai Comuni la competenza in materia di autorizzazioni e regolamentazioni in deroga ai limiti di rumorosità per attività temporanee e cantieri.
Tra le soluzioni che possono essere adottate rientrano l’anticipo dell’inizio delle attività alle ore 6.30 o 7.00 durante i mesi estivi o nei giorni di allerta caldo, l’introduzione di deroghe collegate ai livelli di rischio climatico rilevati dai sistemi di monitoraggio, la rimodulazione delle lavorazioni più rumorose e il ricorso, nella prima fascia oraria, ad attività manuali o ad attrezzature a minore impatto acustico, come quelle elettriche o a batteria. Queste misure consentono di conciliare la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori con il rispetto della quiete pubblica e con la necessità di assicurare un servizio essenziale per il decoro e la vivibilità degli spazi urbani.
ANCI rende disponibile la nota trasmessa dall’Associazione Italiana Professionisti del Verde (AIPV), che evidenzia le criticità operative del settore e richiama l’esigenza di individuare soluzioni condivise tra amministrazioni, operatori e istituzioni per affrontare gli effetti dell’emergenza climatica sulle attività di manutenzione del verde.
