«Puntiamo sulla comunità energetica: a breve le assemblee pubbliche»
di Gianpiero Bellucci
Dal completamento dell’offerta didattica per coprire l’intero ciclo di studi dell’obbligo, ai nodi dei mega impianti fotovoltaici, dagli obiettivi raggiunti nel 2025 a quelli in agenda per questo 2026 che riguardano, tra gli altri le comunità energetiche e il trasporto pubblico locale.
Il Sindaco di Pradamano, Enrico Mossenta, fa un bilancio dell’attività recente, con uno sguardo al futuro.
Sindaco, partiamo da un bilancio del 2025?
«Si conclude con la ristrutturazione della scuola infanzia e la realizzazione del nido i cui servizi partiranno entro pochi mesi. Si tratta di un intervento importante per un importo complessivo di quasi quattro milioni di euro finanziati attraverso il Pnrr e i contributi regionali. Questo serve per completare il plesso scolastico e chiudere così il ciclo scolastico dai 12 mesi ai 14 anni. Accanto al capitolo della formazione voglio ricordare anche quello sociale, con i buoni solidali digitali, ora utilizzabili attraverso la tessera regionale sanitaria che in questo caso funge da “bancomat”».
Cosa è rimasto, invece, nei cassetti?
«L’attivazione del trasporto sociale per gli anziani o persone fragili che hanno difficoltà motorie. Quest’anno ovvieremo a questa mancanza mettendo a disposizione dell’associazione “L’albero rifiorito” un mezzo di trasporto per avviare il servizio principalmente a fine sanitari».
Come si è aperto il 2026?
«Si apre con progettualità importanti, come l’avvio delle pratiche per la comunità energetica».
Di cosa si tratta?
«È uno “strumento” per la condivisione di energie da fonti rinnovabili tra pubblico e privato (aziende e cittadini). Nei prossimi mesi ci saranno le assemblee pubbliche con le conseguenti raccolte di adesioni. Accanto a questo, dopo mesi di attesa abbiamo firmato la convenzione pubblico-privato per la realizzazione delle aree di sosta del tpl urbano, quindi per la prima volta arriverà l’autobus nel territorio di Pradamano. Per ora la zona coinvolta è quella commerciale (Gallerie Bennet e area cinema multisala), l’impegno ora è di provare a estendere il percorso al centro abitato».
Come giudica la situazione dei mega impianti fotovoltaici?
«La situazione è pessima, il 25 per cento del terreno agricolo nei prossimi anni potrebbe essere occupato da questi impianti. Accanto a impianti di piccoli dimensioni disseminati in più punti, impatteranno in maniera importante altri impianto come quello che costeggerà la ciclovia Alpe Adria Fvg1, da 40 ettari, già autorizzato seppur con il parere negativo del Comune. Mentre è in fase di istruttoria al ministero il mega impianto da 84 ettari che si sviluppa nell’area tra il roiello e il torrente torre (via degli Asins). Nel 2026, anche con il supporto di legali cercheremo di contrastare quest’ultima oscenità che peserà per decenni sul nostro territorio. Le tutele che erano state promesse sono arrivate troppo tardi quando il danno ormai è fatto».
Che giudizio dà della sua squadra?
«Un giudizio buono che in parte sarebbe scontato perché in molti avevano già esperienza come amministratore, e positivo per chi da un anno e mezzo ha a che fare con questa nuova esperienza. Mettere insieme due liste civiche che fanno riferimento a sensibilità politiche differenti è una scommessa che per ora ha funzionato, dimostrando che tra persone di buon senso prevale l’interesse per la propria comunità».
Pradamano ha scelto da qualche anno di entrare nella comunità del Friuli orientale, come giudica l’esperienza?
«È una scelta volontaria e ponderata che in parte riguarda servizi interni come la ragioneria, ma ha mantenuto il contatto con la popolazione per l’ufficio tributi. Inoltre ha ampliato la presenza in termini di orari e giornate, sette giorni su sette, dalle 8 alle 20 della polizia locale. E un sistema condiviso di videosorveglianza che conta 260 telecamere tra i comuni di Pradamano Buttrio Remanzacco, Moimacco, Prepotto, Cividale e San Giovanni e Premariacco».
Altre sfide?
«Una delle sfide che mi vedrà impegnato nei prossimi mesi guarda oltre i confini della nostra comunità. In qualità di presidente dell’assemblea del controllo analogo dei soci di A&T2000 sono direttamente coinvolto nel processo che dovrà portare alla costituzione del gestore unico, decima in Italia per numero di utenti, che includerà Gorizia e Udine». —
Fonte Il Messaggero Veneto
