Rispetto all'anno precedente, cifre superiori di circa il 30 per cento
di Giacomina Pellizzari
L’aumento dei prezzi dell’energia e del gas metano preoccupa i sindaci del Friuli Venezia Giulia costretti a contabilizzare, rispetto all’anno precedente, cifre superiori di circa il 30 per cento. L’idea di dover fronteggiare ulteriori rincari da qui a dicembre li spaventa e per non rischiare di trovarsi in difficoltà nei momenti più critici, ricorrono per tempo alle variazioni di bilancio.
«Abbiamo problemi veri» conferma il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni , nel precisare però che, la diversa tipologia dei contratti fa sì che l’aumento medio del 30 per cento non si traduca in spesa sostenuta in più. Analizzando, infatti, la diversa componente di costo la cifra risulta inferiore. A Udine, l’aumento dei costi del gas metano non ha una ricaduta diretta sulle spese di riscaldamento nel complesso degli edifici di proprietà comunale – scuole con annesse palestre, impianti sportivi autonomi, uffici comunali – perché il Comune paga la fornitura del gas attraverso un project financing per la gestione calore aggiudicato a una società della galassia Hera, Hse Spa, il canone risulta infatti comprensivo dei costi per il gas e per i lavori di efficientamento energetico che vengono realizzati nell’arco della concessione. A tale importo di spesa si aggiunge quello per la gestione della pubblica illuminazione affidata a Hera, in esito alle convenzioni Consip già scaduta. La gara è in corso come pure la proroga tecnica. I costi diretti pagati dal Comune si limitano, quindi, al consumo di energia elettrica per illuminazione e usi vari all’interno dei palazzi comunali. A bilancio, insomma, l’aumento non corrisponderà al 30 per cento della cifra contabilizzata l’anno prima perché la spesa per il consumo di gas è una componente dell’adeguamento del canone.
Tali tipologie contrattuali, gestite attraverso le convenzioni Consip, non prevedono neppure l’applicazione delle tariffe scontate del 30 per cento annunciato dall’Eni per calmierare i costi delle bollette per gli utenti passati nel mercato libero.
Il tema resta comunque al vaglio anche dell’amministrazione comunale di Pordenone al lavoro, proprio in questi giorni, per la predisposizione della variazione di bilancio. Dal capoluogo della Destra Tagliamento fanno sapere che «la preoccupazione è quella di un buon padre di famiglia: bisogna monitorare i costi per evitare sorprese ingestibili anche per quanto l’impatto de rincari pure sulle altre forniture».
Stesso copione a Gorizia. Anche qui il sindaco, Rodolfo Ziberna, assicura di aver preventivato già a inizio anno i possibili rincari. In prima battuta, per quanto riguarda l’energia prevista per la gestione degli immobili, la cifra stanziata in più, sempre rispetto alla cifra preventivata l’anno prima, non andava oltre il 6% , ma con il mutare dell’andamento dei prezzi tale percentuale ha raggiunto il 14%. Il monitoraggio ora si rivolge a un tempo breve, per capire cosa succederà nelle prossime settimane quando le temperature richiederanno un maggiore consumo di gas mentano da riscaldamento.
