Tre giorni intensi di incontri e lavori durante i quali il network che rappresenta grandi destinazioni costiere, si ritrova per un confronto politico sulle Comunità Marine
DI SARA DEL SAL
Lignano
L’appuntamento
«Il mare oggi non si basta più: vuole esperienza, entroterra, benessere: essere sindaci di comunità marine richiede delle competenze importanti e delle risorse adeguate». Ne è convinta la sindaca di Cavallino- Treporti, Roberta Nesto, coordinatrice del G20 spiagge che apre oggi il IX Destination Summit a Lignano Sabbiadoro. Si tratta di una tre giorni intensi di incontri e lavori durante i quali il network che rappresenta grandi destinazioni costiere, si ritrova per un confronto politico sulle Comunità Marine, uno scambio operativo tra destinazioni e la costruzione di una piattaforma reputazionale e organizzativa che condurrà al suo decennale, nel 2027.
Fanno parte del network i comuni di Alghero, Arzachena, Bibbona, Caorle, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Chioggia, Comacchio, Jesolo, Piombino, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Senigallia, Sorrento, Taormina, Viareggio, Vieste. Raggiungeranno il Friuli Venezia Giulia, che conta su due rappresentanti: i sindaci di Lignano Sabbiadoro e Grado. Per il sindaco della località balneare friulana designata come sede del summit, Laura Giorgi, «ospitare un appuntamento dedicato al futuro delle destinazioni balneari per Lignano significa confrontarsi con alcune delle sfide più importanti che interessano oggi il turismo e, più in generale, le nostre comunità. La stagione estiva continua a rappresentare un elemento fondamentale della nostra economia, ma il turismo sta cambiando rapidamente e dobbiamo interrogarci su come rendere le nostre destinazioni sempre più attrattive, accessibili e sostenibili, lavorando non soltanto sui mesi di maggiore affluenza, ma sulla capacità di proporre esperienze e occasioni di visita durante tutto l’anno». Riguardo l’appuntamento in partenza oggi, Giorgi aggiunge che «per Lignano questo confronto rappresenta anche un’opportunità per raccontare il percorso che la nostra città sta portando avanti e, allo stesso tempo, per ascoltare e raccogliere idee che possano contribuire alle scelte future. Una destinazione turistica non è soltanto un luogo dove arrivano i visitatori: è prima di tutto una comunità, con un’identità, degli spazi e una qualità della vita da tutelare. La sfida è quindi trovare un equilibrio tra le esigenze di chi vive il territorio tutto l’anno e quelle di chi lo sceglie per trascorrere una vacanza». Il sindaco di Grado, Giuseppe Corbatto, vede questo appuntamento anche come «una splendida vetrina, un’opportunità per far conoscere la nostra regione, che in pochi chilometri ha sia il mare sia le montagne oltre a tanto altro da offrire ai suoi visitatori».
Per Corbatto «è un momento importante per un focus su problematiche comuni. Il G20 spiagge ci consente di condividere esperienze e attirare l’attenzione su tematiche che noi comuni, cosiddetti a “fisarmonica” dobbiamo affrontare. Abbiamo limitate presenze di residenti, con presenze che si moltiplicano nei mesi estivi, e la necessità di ottenere finanziamenti per la gestione dei rifiuti, per lo smaltimento dell a differenziata, per la polizia locale che, con pochi agenti pensati per i residenti, deve garantire sicurezza in località che raggiungono oltre 20 mila presenze».
Tante spiagge, tutte diverse, che mirano a un obiettivo comune: una legge che riconosca la specificità dei comuni costieri ad alta intensità turistica. Il riconoscimento delle Comunità marine permetterebbe, secondo Corbatto «di ottemperare alle diverse anime del paese. Con diverse disponibilità finanziarie tutti sarebbero più contenti, non solo coloro che lavorano nel settore turistico ma anche coloro che vivono nelle località balneari ma si occupano di altro. Per i turisti probabilmente questo garantirebbe qualche servizio ancora più curato, ma per i residenti significherebbe una vivibilità diversa durante tutto l’anno». Il futuro, per Corbatto passa attraverso «la destagionalizzazione e la messa in sicurezza dai cambiamenti climatici. Noi abbiamo il problema dell’acqua alta», spiega, «e servono delle difese costiere».
A coordinare tutti i sindaci e i loro rappresentanti è la sindaca Nesto. «Sono diventati 26 i componenti del network e io sono in buona compagnia perché sono tutti sindaci abituati a lavorare e di conseguenza ognuno porta avanti un filone di competenza: questo ci consente di lavorare bene», spiega. «Oggi il mare è comunità. Parliamo di piccoli borghi d’inverno che diventano città turistiche d’estate che hanno una loro anima diversa da tutto il resto. Indipendentemente dal fatto di essere a nord o a sud, queste città condividono gli stessi problemi, dal demanio alla sicurezza, alla sanità: cambiano pelle a seconda delle stagioni”. E’ sempre Nesto a portare avanti la richiesta del riconoscimento dello Status di Comunità marina. “Ora la proposta di legge è in 10° commissione per le audizioni”, spiega, “confido di vedere la legge prima della fine della legislatura”. Intanto a Lignano “mi aspetto di fare il punto per capire quali sono gli aspetti da portare avanti perché per noi la legge è un punto di arrivo ma anche di partenza che ci servirà per andare a declinare in modo pratico quelle che sono le esigenze e le aspettative delle nostre comunità».
