Il sindaco di Tarcento fa il punto di quello che è stato fatto nel lungo periodo con un focus su opere concluse e uno sguardo al futuro
di Letizia Treppo
Dieci anni sono abbastanza per fare un bilancio. Non soltanto delle opere realizzate, ma anche di quelle ancora da finire, degli obiettivi rimasti sulla carta, degli errori riconosciuti e delle scelte che hanno segnato due mandati alla guida di Tarcento. Il sindaco Mauro Steccati fa il punto raccontando quel che è stato fatto nel lungo periodo con un focus su opere concluse e uno sguardo al futuro.
Sindaco, qual è il risultato che considera più importante?
«Indicare un solo risultato sarebbe riduttivo, in questi due mandati abbiamo operato su diversi ambiti strategici. Rivendico soprattutto la continuità di un’azione amministrativa concreta, che ha consentito di realizzare gran parte degli obiettivi programmati per le scuole, gli impianti sportivi, gli edifici pubblici, la sicurezza del territorio, l’ambiente e il patrimonio comunale, con investimenti per milioni di euro. È il risultato di un lavoro di squadra e rappresenta una base solida sulla quale Tarcento può continuare a crescere, completando gli interventi avviati e programmando con lungimiranza quelli futuri».
Quali sono le opere che quest’amministrazione lascerà realmente alla comunità?
«Le opere realizzate sono concrete e verificabili. Abbiamo affrontato criticità, soprattutto viabilistiche, rimaste irrisolte per decenni: la fermata attrezzata per le autocorriere in piazza Libertà ha riqualificato uno spazio centrale della città. È stata realizzata la rotatoria sulla strada regione 13, nella frazione di Collalto. Sulle strade comunali abbiamo investito oltre tre milioni di euro di risorse proprie comunali per asfaltature e pavimentazioni in porfido. Un dato straordinario. Nelle scuole siamo intervenuti sulla vulnerabilità sismica, sugli impianti tecnologici e sulle dotazioni, comprese cucine, arredi, banchi e giochi per i bambini. Un risultato particolarmente significativo è maturato anche grazie al rapporto istituzionale costruito con gli enti sovraordinati e, in particolare, con la Regione: questa collaborazione ha reso possibile un ingente investimento per l’ampliamento del Distretto sanitario e ha consentito di avviare la Casa della comunità, rafforzando la presenza e la qualità dei servizi sociosanitari sul territorio».
E quali tra quelle annunciate, rischiano di arrivare al voto ancora incompiute o sulla carta?
Il nuovo municipio e altre importanti opere di urbanizzazione, tutti già finanziati, sono in corso ma devono rispettare i tempi previsti per progettazione, autorizzazioni, affidamenti e appalti. Da sottolineare i 2.480.000 euro appena ottenuti dalla Regione per il secondo intervento in piazza Libertà».
C’è un’opera sulla quale oggi riconosce un errore di valutazione?
«Villa Moretti è l’intervento per il quale, alla luce dell’esperienza maturata, riconosco che avremmo potuto valutare con maggiore prudenza la complessità dell’iter e i relativi tempi. L’edificio, gravemente danneggiato da un fortunale nel 2017, ha richiesto un percorso articolato. Abbiamo chiesto e ottenuto un sostegno finanziario dal Comune bavarese gemellato di Unterföhring. Oggi i lavori strutturali sono di fatto conclusi; restano gli interventi di completamento e finitura e la parte impiantistica e tecnologica, mentre è già iniziata la sistemazione del parco adiacente. Per il futuro, una volta concluso il recupero rimane il grande interrogativo a quale utilizzo razionale ed efficiente destinare questo importante edificio, simbolo di tutto il Friuli».
Come lascia i conti del Comune rispetto a quando è arrivato?
«Lasciamo un Comune finanziariamente solido con maggiori margini di manovra grazie alle scelte effettuate. Abbiamo deciso di non aumentare le imposte a carico dei cittadini, di mantenere sotto controllo la spesa e destinare le risorse disponibili a investimenti. Abbiamo estinto anticipatamente alcuni mutui, riducendo il debito pro capite dagli 832,19 euro del 2017 ai 259,75 euro del 2026 ottenendo allo stesso tempo maggiori disponibilità per la spesa corrente. I finanziamenti ottenuti dagli Enti sovraordinati, abbinati alla prudente gestione sul bilancio ci hanno consentito di modificare in maniera significativa il volto di Tarcento».
Resta infine la domanda sul futuro. Si ricandiderà?
«Non lo escludo, ma la decisione sulla ricandidatura dovrà maturare attraverso un confronto con la maggioranza, sulla base di un programma condiviso e di una squadra coesa. In questi dieci anni ritengo di aver lavorato con spirito di servizio e dimostrato continuità, affidabilità e capacità di assumermi responsabilità. Il tema, tuttavia, non riguarda soltanto una scelta personale. All’interno della squadra vi sono competenze ed energie in grado di assicurare continuità al lavoro svolto e, al tempo stesso, di interpretare una nuova fase. Ciò che conta è completare le opere avviate, affrontare con concretezza le priorità emergenti e costruire il futuro della città con responsabilità e visione».
