Dai Comuni al Paese, il racconto della Repubblica che vive nei territori
Dal 25 al 27 novembre a Verona i Sindaci e gli Amministratori locali di tutta Italia si riuniranno per confrontarsi sulle principali sfide dei territori e del Paese.
C’è un’Italia che ogni giorno si riconosce nei suoi Comuni: nelle piazze, nelle strade, nei quartieri, nei borghi, nei luoghi in cui le istituzioni incontrano la vita quotidiana delle persone.
È da questa Italia, vicina e concreta, che nasce “Cara Italia”, il titolo scelto per l’Assemblea Annuale ANCI 2026 e il concept della sua identità visiva. Una lettera aperta dei Sindaci al Paese nell’anno in cui la Repubblica celebra i suoi ottant’anni.
Il titolo racconta un legame profondo: quello tra i Comuni, i cittadini e le istituzioni democratiche. Perché la Repubblica vive prima di tutto nei territori, nelle città, nei borghi, nei quartieri e nelle comunità. È lì che i principi costituzionali diventano ogni giorno servizi, diritti, ascolto, inclusione e cura delle comunità.
I Sindaci sono il volto più vicino della Repubblica. Sono il primo presidio democratico del Paese: amministratori che vivono accanto ai cittadini, ne raccolgono domande e speranze, affrontano fragilità e trasformazioni, costruiscono ogni giorno risposte concrete.
La “lettera aperta” è un racconto di responsabilità e vicinanza. Una riflessione sul significato della Repubblica vista dal livello istituzionale più prossimo alle persone. Un punto di vista privilegiato da cui osservare le trasformazioni sociali, le fragilità, le opportunità e le speranze che attraversano il Paese.
Per questo “Cara Italia” non guarda soltanto al passato e agli ottant’anni trascorsi. È soprattutto una dichiarazione di impegno verso il futuro: i sindaci riaffermano il proprio ruolo di custodi della coesione sociale, della partecipazione civica e della qualità della vita delle comunità che amministrano.
Nel celebrare la Repubblica, i Sindaci celebrano il legame che tiene insieme istituzioni e cittadini. Un legame fatto di presenza, fiducia e responsabilità quotidiana. Perché da ottant’anni la Repubblica vive nei suoi territori. E ogni giorno, nei Comuni d’Italia, continua a rinnovarsi.
