Il passaporto ora si fa alle Poste

Fare il passaporto senza recarsi in questura ora è possibile per 131 comuni della provincia di Udine sotto i 15 mila abitanti

È stato inaugurato a Gemona del Friuli, il servizio di richiesta e rinnovo del passaporto che coinvolge altrettanti uffici postali (131) in Friuli.

L’iniziativa di Poste italiane rientra nel Progetto Polis Case dei servizi di cittadinanza digitale, promosso dal Governo.

All’evento di presentazione, ieri, nell’ufficio postale in via Caneva, hanno partecipato Pasquale Antonio de Lorenzo, questore di Udine, Matteo Magnaghi, responsabile relazioni istituzionali Nord Est Poste Italiane, Cecilia Bianchi, direttrice provinciale Poste Italiane per la provincia di Udine, Rosanna Fachin, direttrice ufficio postale di Gemona e il sindaco Roberto Revelant.

Grazie alla convenzione firmata tra Poste italiane, Ministero dell’Interno e Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i cittadini residenti o domiciliati nei comuni inclusi nel progetto Polis potranno aprire la pratica presentando la documentazione direttamente nell’ufficio postale, senza doversi recare in questura, con la possibilità di ricevere il passaporto a domicilio.

«L’obiettivo è avvicinare il servizio ai cittadini ed eliminare i disagi, soprattutto per chi vive nei comuni più lontani – ha dichiarato de Lorenzo –. In una fase di generale criticità legata alla carenza di personale, questo modello consente di concentrare le forze di polizia sulle attività prioritarie di sicurezza pubblica, recuperando al tempo stesso efficienza sul fronte dei servizi amministrativi, che vengono erogati in modo più razionale e continuativo».

Per il questore è fondamentale che le pubbliche amministrazioni si aiutino fra loro, offrendo ai cittadini un accesso più semplice e sbloccando procedure che, fino ad oggi, comportavano tempi e difficoltà evitabili fatte salve le eccezioni e i casi di urgenza motivati da lavoro, sanità o viaggi all’estero, debitamente documentati che continueranno ad essere gestiti dagli uffici della questura. «Non possiamo restare ancorati a schemi superati: viviamo in un’era digitale che richiede una reale propensione al cambiamento – ha aggiunto –. Se prima gli operatori erano costretti a un doppio lavoro, ora, diffondendo questa nuova cultura organizzativa, possono concentrarsi sulle proprie funzioni. I benefici stimati sono una celerità superiore fino al 50 per cento».

Gemona è il primo Comune della provincia di Udine ad essere stato coinvolto. «È un riconoscimento importante per il lavoro che, già anni fa, abbiamo avviato realizzando infrastrutture pensate per garantire servizi efficienti in una fase di cambiamento rapido e continuo – ha affermato Revelant –. È l’inizio di un’evoluzione che porta i servizi sempre più vicino ai cittadini». 

Fonte Il Messaggero Veneto