Manfredi: “Passaggio al nuovo elenco non si traduca in taglio di servizi e risorse”

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I Comuni inclusi nel nuovo elenco sono una parte fondamentale del Paese, ma la nostra attenzione resta altissima anche verso quei Comuni che ne sono usciti

ROMA – In merito ai chiarimenti sulla nuova classificazione dei Comuni montani, espressi dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, in occasione del question time alla Camera, si ribadisce la posizione già condivisa da Gaetano Manfredi, presidente Anci, nell’ultimo Consiglio nazionale.

Manfredi precisa: “Fin dall’inizio del confronto sulla nuova classificazione dei Comuni montani, la nostra priorità è stata una sola, ovvero garantire che nessun territorio venga penalizzato da parametri tecnici di altimetria o pendenza. I Comuni inclusi nel nuovo elenco sono una parte fondamentale del Paese, ma la nostra attenzione resta altissima anche verso quei Comuni che ne sono usciti.

Il passaggio dal vecchio al nuovo elenco non può e non deve tradursi in un taglio lineare di servizi e risorse. Come ANCI, abbiamo sul tema ottenuto ampie rassicurazioni dalle Regioni in sede di Conferenza Unificata. L’accordo raggiunto all’unanimità, citato dallo stesso Ministro, impegna formalmente le amministrazioni regionali a tutelare, attraverso la quota regionale del FOSMIT, proprio quei Comuni non più inclusi nella classificazione nazionale.

È un risultato politico importante: abbiamo chiesto e ottenuto che le specificità dei territori non fossero cancellate da un algoritmo, ma gestite con flessibilità e senso di responsabilità”.

In merito alle deroghe sul dimensionamento scolastico e al mantenimento delle agevolazioni, si riporta di seguito intervento del ministro Calderoli: “Quanto poi agli specifici settori che presenterebbero particolari criticità in materia di agricoltura, le obiezioni spesso si concentrano su agevolazioni contemplate dalla politica agricola comune, ma trascurano il fatto che l’applicazione della nuova classificazione è espressamente esclusa ai fini della PAC, oltre che dell’esenzione dell’IMU per i terreni agricoli. In materia di istruzioni, le critiche essenzialmente riguardano il tema del dimensionamento scolastico e della deroga al numero minimo di alunni per classe, tema ripreso anche nella richiesta di un’informativa urgente formulata nella seduta di ieri. Segnalo che le misure in materia sono già previste dalla normativa vigente e la loro applicabilità prescinde dall’inclusione nell’elenco dei comuni montani, anche in considerazione dell’autonomia regionale nella dislocazione delle istituzioni scolastiche sul territorio. Concludo rassicurando sul fatto che l’esigenza di gradualità nel passaggio dal vecchio al nuovo elenco è stata particolarmente sentita nel corso delle interlocuzioni con gli enti territoriali. A tal proposito, nel menzionato accordo, anche a seguito delle richieste formulate in tal senso dal Presidente dell’ANCI, il dottor Manfredi, si è convenuto che le agevolazioni previste a livello regionale o statale continuino a trovare applicazione sino, rispettivamente, alla modifica della normativa regionale e all’esercizio della delega per il riordino di quella statale”.