È morto nella giornata di oggi, sabato 11 luglio 2026, Giorgio Rossi, assessore alla Cultura del Comune di Trieste. Aveva 79 anni.
di Francesco Codagnone
Roberto Dipiazza l’ha detto il giorno dopo la scomparsa di Giorgio Rossi e l’ha ribadito il pomeriggio stesso del funerale, presenziando all’unico evento di quella settimana non annullato in segno di lutto. A fare le veci dell’assessore alla cultura e a tagliare il nastro della mostra fotografica ” Flying Racquets “, nella Sala Leonor Fini del Magazzino 26, al fianco dell’autore Ray Giubilo c’era proprio lui, il sindaco, deciso a non interrompere neanche in quel momento difficile il percorso impostato dall’amico e alleato. Trascorsi alcuni giorni e ritornati alla normalità istituzionale, la posizione del primo cittadino non si è mossa di un millimetro: «Giorgio aveva già programmato tutto per quest’anno e il prossimo: i suoi progetti andranno avanti e sarò io, con il sostegno dei suoi dirigenti, a curarmi che vengano realizzati».
Nessuna nomina, nessun rimpasto di giunta. Le deleghe alla cultura e al turismo rimarranno nelle mani di Dipiazza, a dispetto delle aspettative di chi – e in piazza Unità nomi sono circolati, in alcuni casi meri pettegolezzi – fin dalle ore dopo la scomparsa di Rossi non ha fatto mistero dei propri interessi per quello scranno vacante, forse ambendo a un ruolo che garantirebbe visibilità sotto campagna elettorale. Ma alla fine, al di là delle voci, nessuna richiesta è stata avanzata da nessuno dei partiti di maggioranza. «Giorgio è stato al mio fianco per 25 anni, e per me portare personalmente avanti il suo lascito è il modo migliore per onorarlo», ribadisce il sindaco, escludendo una volta di più nuove nomine in arrivo.
La partita in giunta, dunque, non verrà aperta. Troppo complessi, del resto, gli scenari che si sarebbero altrimenti profilati. Secondo gli accordi d’equilibrio presi all’inizio del mandato, infatti, quelle deleghe dovrebbero teoricamente spettate alla Lista Dipiazza, civica di cui Rossi era colonna ma che nel quinquennio ha assistito a una diaspora significativa, con l’uscita di Vincenzo Rescigno, Massimo Codarin, Roberto Cason, Giampiero Dell’Agata e l’elezione di Carlo Grilli in Regione. Resterebbero ora solo Massimo Tognolli (tuttavia già assessore al Welfare, ruolo che su social e stampa non manca mai di definire la sua vocazione) e Francesco Panteca, un cui ipotetico ingresso in giunta aprirebbe però la più complicata partita della presidenza del Consiglio comunale, sintesi all’epoca trovata con un accordo sofferto. In alternativa, si dovrebbe andare a pescare tra i dipiazzisti non eletti, guardando ad esempio alle Circoscrizioni; ma alle elezioni amministrative manca meno di un anno, di cui circa sei mesi davvero operativi: troppo pochi – si valuta in ambienti comunali – perché una nuova figura possa prendere in mano l’eredità di iniziative e rapporti intrattenuti da Rossi. I medesimi argomenti disincentiverebbero pure una ridistribuzione delle deleghe, senza contare che un rimpasto in giunta inevitabilmente trascinerebbe con sé tensioni e malumori, puramente deleteri a ridosso del voto.
Dipiazza si è già attivato perché le attività della cultura e del turismo non subiscano battute d’arresto. Lunedì scorso, due giorni dopo la morte di Rossi, il sindaco era in ufficio già di prima mattina per confrontarsi con i dirigenti e il direttore generale; riunione cui ne sono seguite altre per definire le priorità. Molti progetti viaggiano verso la conclusione, altri sono già stati piani ficati nei dettagli e per le scelte da prendere nei prossimi mesi il primo cittadino potrà comunque contare sulla competenza dei tecnici, ai quali Rossi aveva condiviso con precisione i prossimi obiettivi da raggiungere.
Meno scontata la gestione dell’agenda, molto fitta già prima che Dipiazza si facesse carico anche delle nuove deleghe, e nei prossimi mesi potrà pertanto capitare vederlo di volta in volta delegare a funzionari o altri consiglieri di centrodestra di presenziare agli eventi meno istituzionali. Proprio ieri mattina, ad esempio, Rossi avrebbe dovuto partecipare a due conferenze stampa: la presentazione de “Le Stagione delle Armi” e “Legiomania” a San Giusto, e l’anteprima di una mostra sulle artiste triestine del Novecento, nella Sala Sbisà. Al primo incontro era presente, come anche per le passate edizioni, il responsabile dei Musei storici Stefano Bianchi; per la puntata in Porto Vecchio il sindaco ha invece demandato proprio al presidente Panteca.
