Dalle parole ai fatti per trasformare la presenza dei richiedenti asilo in un percorso concreto di integrazione
Fonte | IL PICCOLO
di Luigi Murciano
A Gradisca d’Isonzo apre Go Inclusion, lo sportello dedicato all’orientamento e all’assistenza delle persone più vulnerabili, con particolare attenzione agli ospiti del vicino Cara.
Il taglio del nastro
Il servizio, presentato ieri nei locali dell’ex Giudice di pace di via Udine 46, punta a superare le barriere linguistiche e burocratiche. Finanziata con 400.000 euro dal Fondo asilo, migrazione e integrazione (Fami) 2021-2027, l’iniziativa è promossa dalla Prefettura di Gorizia, capofila, insieme al Comune di Gradisca e alla coop sociale Pianeti diversi di Chieti.
Il servizio è rivolto in particolare ai richiedenti asilo ospitati nel vicino Cara con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi sociali, sanitari e legali e accompagnare le persone più fragili nei percorsi di inclusione.
L’équipe comprende psicologo, assistente sociale ed educatore, affiancati da mediatori culturali che parlano diverse lingue, tra cui bengalese, urdu, nepalese e arabo. Due le figure amministrative, in Prefettura e Comune. Il prefetto di Gorizia, Ester Fedullo ha sottolineato «il valore della sinergia fra istituzioni e volontariato sociale, per favorire un migliore accesso dei migranti regolari ai servizi territoriali». Ha ricordato il lavoro dell’Ufficio immigrazione e la necessità di promuovere l’integrazione in una cittadina che ospita due strutture ministeriali. «Dobbiamo intercettare le esigenze e trovare le soluzioni migliori con personale specializzato», ha spiegato.
Il ruolo del Comune
Il sindaco Alessandro Pagotto, presente con l’assessore al Welfare Patrizia Marega, ha ringraziato la Prefettura per il coinvolgimento del Comune. «Abbiamo messo a disposizione questi spazi senza esitazioni, perché crediamo in questo approccio».
La presenza delle strutture governative ha spesso avuto ricadute non semplici sulla comunità. «È fondamentale pensare a servizi che vadano nella direzione dell’integrazione sociale, dopo che dal 2017 questo tipo di approccio si è via via eroso quanto a risorse. Oggi dimostriamo che una criticità può diventare un’opportunità». In prospettiva anche orti sociali e interventi per il verde cittadino con l’istituto agrario Brignoli.
Alla presentazione erano presenti anche il questore Luigi Di Ruscio e la direttrice del Cara Antonina Cardella. «Abbiamo sentito tante chiacchiere sul fenomeno migratorio, ora si fanno i fatti», ha detto Di Ruscio. «La presenza dei richiedenti asilo può generare una percezione di insicurezza spesso immotivata; questo progetto punta a favorire l’integrazione». I locali sono stati benedetti dal parroco don Gilberto Dudine. Per Pianeti diversi, Lia Salzillo: «Chi opera nel settore migratorio sa quanto sia difficile per una persona straniera orientarsi fra servizi burocratici e amministrativi e superare le barriere linguistiche. Saranno costruiti percorsi di presa in carico personalizzati, con mediatori specializzati».
Il progetto durerà 18 mesi e prevede attività formative per gli operatori e un tavolo con Prefettura, Comune, Asugi. L’obiettivo è accompagnare almeno 40 persone vulnerabili e sperimentare un modello di intervento estendibile ad altri comuni dell’Isontino. Il servizio punta a rendere accessibili le opportunità.
Lo sportello è aperto il martedì dalle 9 alle 12 e il mercoledì e giovedì dalle 15 alle 18.
