Il Sindaco di Udine, delegato all’Università e Ricerca ANCI, è intervenuto al convegno sulla Terza Missione sul tema delle alleanze con i Comuni per lo sviluppo dei territori e il diritto allo studio
di Redazione ANCI
“Le Università sono un asset fondamentale per il Paese: sono la fabbrica della conoscenza, ma sono anche diventate agenzie di sviluppo. Tutti gli Enti, e in primis i Comuni, non possono che interagire in maniera proattiva con il sistema universitario”.
Lo ha sottolineato Alberto Felice De Toni, Sindaco di Udine e delegato all’Università e Ricerca Anci, intervenendo in modalità online al convegno nazionale “La Terza Missione: una nuova sfida trasformativa dell’università”, dedicato al ruolo degli atenei nei processi di innovazione e sviluppo dei territori.
Il convegno, promosso da GEO con Università di Foggia, ANVUR e CRUI e articolato nelle giornate del 29 e 30 ottobre, ha messo al centro le trasformazioni della Terza Missione e il rapporto tra Università, società e Istituzioni.
De Toni è intervenuto sul tema delle alleanze con i Comuni per lo sviluppo dei territori e il diritto allo studio.
Una relazione nella quale il delegato Anci ha richiamato innanzitutto la particolare attenzione dell’Associazione al rapporto con il sistema universitario. Un legame che, nella prospettiva indicata da De Toni, deve andare oltre il tradizionale trasferimento della conoscenza e tradursi in un vero public engagement, capace di mettere in relazione competenze accademiche, amministrazioni e comunità.
“Le Università, nate per fare formazione e poi ricerca, oggi attraverso il public engagement sono diventate di fatto agenzie di sviluppo territoriale”, ha osservato De Toni. In questo rapporto un ruolo centrale è svolto dagli studenti, che attraverso tirocini, tesi di laurea e dottorati entrano nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni, creando un collegamento stabile tra mondo accademico e territorio. “I nostri studenti sono il ponte strutturale del public engagement”.
Da qui la necessità, secondo il Sindaco di Udine, di rafforzare il rapporto tra Comuni e Università, facendo della conoscenza uno strumento a disposizione delle politiche locali. Le possibilità di collaborazione riguardano numerosi ambiti: dalle politiche giovanili al contrasto del disagio e della dispersione, dalla mobilità alla rigenerazione urbana, fino alle politiche ambientali e climatiche e all’innovazione dei processi della pubblica amministrazione.
Molte le esperienze attivate dai Comuni, anche per contrastare le disuguaglianze educative, che testimoniano concretamente come Università e Comuni possano lavorare insieme mettendo le competenze scientifiche al servizio delle esigenze delle amministrazioni e delle comunità.
Un capitolo centrale riguarda il diritto allo studio e l’abitare universitario. De Toni ha ricordato il protocollo sottoscritto da Anci con la CRUI per promuovere partenariati pubblico-privati finalizzati ad ampliare l’offerta di alloggi per gli studenti e i progressi compiuti attraverso il PNRR.
Ma, ha avvertito, l’aumento dei posti negli studentati non è sufficiente a rispondere a una questione abitativa che riguarda ormai molte città italiane. In questo quadro, De Toni ha avanzato la proposta di creare un fondo nazionale di fideiussione a garanzia dei proprietari che affittano agli studenti, con l’obiettivo di riportare sul mercato una parte degli appartamenti oggi sfitti.
“Se riuscissimo a portare a casa un fondo di fideiussione che garantisca i proprietari che affittano agli studenti, potremmo mettere in circolo molti appartamenti e fare anche una vera rigenerazione urbana di tanti quartieri”, ha spiegato De Toni.
La prospettiva, ha concluso De Toni, è quella di una relazione sempre più stretta tra conoscenza e territori: università capaci di contribuire allo sviluppo delle comunità e Comuni in grado di utilizzare ricerca, competenze e innovazione per migliorare le proprie politiche e i servizi ai cittadini. Un’alleanza che, nelle parole del Delegato Anci, deve guardare soprattutto “a un grande sviluppo delle relazioni tra sistema universitario, territorio e, in primis, i Comuni”.
