Allarme per i Comuni: bollette più care del 30%

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L'Anci Fvg ha interpellato i 215 Comuni chiedendo anche se sono state adottate misure straordinarie per compensare i maggiori costi energetici

di Cristian Rigo | Il Messaggero Veneto

L’analisi

Il rischio, concreto, ma fortunatamente non ancora attuale, è che presto i Sindaci si ritrovino di fronte a un bivio e debbano scegliere tra illuminare le strade o scaldare le scuole. Perché fare entrambe le cose, a meno di non tagliare altri servizi, potrebbe non essere più possibile. E il motivo è presto detto: rispetto alle previsioni le spese energetiche dei Comuni quest’anno sono lievitate di circa il 30%.

A rivelarlo è un’indagine dell’Anci del Friuli Venezia Giulia che ha interpellato i Sindaci per capire quale sia stato l’incremento dei costi e se la spesa imprevista abbia determinato delle criticità per gli equilibri di bilancio.

«Gli aumenti ci sono stati per tutti e la maggioranza ha indicato la fascia di aumento percentuale dal 15 al 30, ma in alcuni casi siamo arrivati anche vicini al 50%», riassume il Direttore dell’Anci regionale, Alessandro Fabbro. Da qui la preoccupazione del Presidente Dorino Favot che auspica «un ulteriore segnale di attenzione da parte della Regione» in attesa di capire se da Roma possano arrivare riscontri positivi rispetto all’ipotesi di via libera all’utilizzo degli avanzi di bilancio per le spese correnti.

Il monitoraggio

L’Anci Fvg ha interpellato i 215 Comuni chiedendo anche se sono state adottate misure straordinarie per compensare i maggiori costi energetici. La scadenza per rispondere era fissata al 15 ottobre scorso, ma in realtà «vista l’importanza del tema trattato i ritardatari sono ancora in tempo a inviare i dati che saranno analizzati nella prossima riunione della presidenza Anci», spiega Fabbro.

I dati

I Sindaci del territorio hanno segnalato rincari sulle bollette di luce e gas che gravano sui conti comunali con incrementi stimati intorno al 30% in più rispetto all’anno precedente. Tenendo conto che, storicamente, in condizioni di stabilità di mercato, la spesa energetica complessiva dei 215 Comuni del Fvg oscilla, secondo una stima dell’Anci nazionale, intorno ai 55-60 milioni di euro all’anno, l’aumento si tradurrà in un aggravio complessivo compreso tra i 18 e i 22 milioni. Il che significa che la spesa energetica dei 215 municipi per il 2026 potrebbe attestarsi tra i 75 e gli 85 milioni di euro ripartita tra illuminazione pubblica (che solitamente rappresenta il 55-60% della spesa), riscaldamento e consumo elettrico degli edifici comunali e delle scuole.

Il quadro nazionale

L’andamento dei costi energetici in Friuli Venezia Giulia riflette la situazione emersa dalle stime nazionali fornite da Anci e Ifel a livello nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno infatti la spesa dei Comuni italiani è cresciuta di circa 160-180 milioni di euro, proiettando un rincaro su base annua superiore ai 400 milioni di euro a livello nazionale.

Preoccupazione

«Inutile nasconderlo, la preoccupazione c’è ed è legata soprattutto al contesto internazionale che purtroppo, tra le altre cose, porta con sè una situazione di incertezza e va a minare gli equilibri di bilancio dei nostri comuni. Le bollette fanno parte della spesa corrente che va garantita di anno in anno con risorse proprie», dice Favot. Il problema, aggiunge «è che le somme accantonate in molti casi non sono sufficienti a coprire gli incrementi di spesa. La Regione ha già dimostrato grande attenzione per cui speriamo possa venirci incontro anche questa volta».

La Regione

Per far fronte all’emergenza, sono in discussione in Consiglio regionale ordini del giorno e misure di ristoro per fornire sostegno finanziario ai Comuni e contrastare l’esplosione dei costi energetici di illuminazione pubblica, edifici comunali e scuole.

Gli investimenti

Molti Enti stanno accelerando i piani di efficientamento con l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici per abbattere la spesa strutturale nel medio-lungo periodo ma, osserva Favot, «si tratta di operazioni che richiedono tempo».

Servizi a rischio

Anci Fvg rimarca che «i bilanci dei Comuni in Fvg sono solidi anche perché basati su dati reali», ma è chiaro, aggiunge Fabbro che «rincari di questa proporzione hanno un peso significativo e hanno costretto molti Sindaci a pensare di ricorrere a strumenti eccezionali». Impossibile per Anci adottare una soluzione identica per tutti i Comuni. L’idea, anticipa Favot «è quella di proporre un ventaglio di possibili soluzioni dando poi ai singoli Comuni l’opportunità di scegliere la strada migliore da percorrere con l’obiettivo di non mettere a rischio i servizi perché di quello stiamo parlando se non ci saranno interventi ad hoc».