Concluso il primo workshop sul territorio: Lauco è il primo Comune in Italia ad avviare, nell'attuale edizione del progetto, la fase operativa con le famiglie interessate a trasferirsi in montagna
di Gabriella Bolzan | Comune di Lauco
Parte dalla Carnia un segnale concreto per il futuro delle comunità montane. Il Comune di Lauco è il primo in Italia ad aver avviato, nell’ambito dell’attuale edizione del progetto nazionale “Vieni a vivere e lavorare in montagna DIG.IT”, la fase operativa sul territorio, accogliendo sei famiglie interessate a costruire una nuova prospettiva di vita e lavoro in montagna.
L’iniziativa, realizzata con il contributo di Coopfond, fondo mutualistico di Legacoop, nasce dalle precedenti esperienze sviluppate in Friuli Venezia Giulia su iniziativa della cooperativa Cramars e coinvolge oggi i territori di cinque Regioni italiane, con l’obiettivo di favorire il ripopolamento delle aree montane attraverso la costruzione di un modello coordinato di neo-popolamento fondato sull’innovazione sociale, sugli strumenti digitali e sulla partecipazione attiva delle comunità locali.
Due giornate per conoscere il territorio e le sue opportunità
Nel fine settimana del 24 e 25 ottobre, Lauco ha ospitato sei famiglie, provenienti da varie Regioni italiane e interessate a valutare un possibile trasferimento nel Comune carnico.
Ad accogliere le famiglie non sono stati soltanto gli Host di comunità, ma anche l’Amministrazione comunale in prima persona. Il Sindaco, il Vicesindaco e l’Assessore alla Cultura si sono messi direttamente in gioco, costruendo un gruppo di sette Host di comunità impegnato ad accompagnare i partecipanti alla scoperta del territorio di Lauco.
Gli Host di comunità sono persone profondamente legate al territorio, che svolgono un ruolo fondamentale nell’accoglienza di chi desidera trasferirsi in montagna, favorendo relazioni di fiducia e facilitando l’incontro e l’inserimento nella comunità locale.
Il programma si è aperto sabato pomeriggio con l’accoglienza ufficiale in Municipio, seguita dal benvenuto presso le strutture ricettive del territorio.
Il valore aggiunto dell’iniziativa è stato il racconto trasparente del territorio: l’Amministrazione ha presentato ai partecipanti i vantaggi del vivere in montagna, senza però nascondere le sfide, le difficoltà logistiche e i limiti quotidiani delle aree montane. Un approccio di sincero realismo fondamentale per costruire scelte di vita consapevoli e durature.
Alla scoperta delle frazioni e delle opportunità abitative
Dopo una prima esplorazione del paese e un workshop serale di confronto e scambio di idee sulle prospettive occupazionali, la giornata di domenica è stata interamente dedicata alla scoperta del territorio e delle frazioni.
Accompagnate dagli Host di comunità locali, le famiglie hanno visitato i luoghi più significativi e le diverse frazioni del Comune di Lauco, avendo così l’opportunità di conoscere da vicino il territorio e la vita della comunità.
Nel corso del pomeriggio, alcune famiglie hanno scelto autonomamente di approfondire le opportunità abitative presenti sul territorio, prendendo direttamente contatto con proprietari locali interessati alla vendita o alla locazione dei propri immobili. Hanno così avuto occasione di visitare alcune abitazioni e valutare concretamente le possibilità di un futuro trasferimento nel Comune.
Lauco, un’esperienza concreta per il futuro della montagna
«Essere il primo Comune in Italia a far partire concretamente questi workshop è motivo di grande orgoglio per Lauco», sottolinea l’Amministrazione comunale.
«Abbiamo scelto di partecipare attivamente, mettendo a disposizione non soltanto le opportunità del nostro territorio, ma anche il tempo, le competenze e le relazioni della nostra comunità. Vogliamo che chi pensa di trasferirsi qui possa conoscere Lauco per quello che è, con i suoi punti di forza e le sue difficoltà, e valutare un progetto di vita reale e duraturo».
Con questa prima sperimentazione perfettamente riuscita, Lauco traccia la strada per una nuova forma di accoglienza e sviluppo locale, dimostrando che la montagna non è solo un luogo da visitare, ma un territorio vivo in cui mettere radici.
