Lo statuto prevede che al timone ci debba essere uno dei sindaci dei dodici Comuni che ne fanno parte
di Giulia Sacchi
Alla Magnifica comunità di montagna serve un nuovo vertice: Dino Salatin ha terminato il mandato da presidente con la recente conclusione di quello da sindaco di Caneva e il reggente, al momento, è Antonio Fernando Carrara, primo cittadino di Erto e Casso. Un incarico pro tempore: l’assemblea dovrà riunirsi per decidere chi guiderà l’ente ovest nei prossimi anni. Lo statuto prevede che al timone ci debba essere uno dei sindaci dei dodici Comuni che ne fanno parte: il problema, come sempre quando ci sono in ballo poltrone, non è tanto individuare chi, ma trovare una quadra su una persona e mettere d’accordo gli amministratori. E poi c’è anche la partita legata alla figura del direttore della Magnifica comunità di montagna: si tratta di un incarico fiduciario e, la scorsa estate, sulla questione c’è stata una discussione accesa tra i sindaci, con divisioni marcate.
Tornando alla nomina del nuovo presidente, c’è pressing affinché sia eletto un rappresentante delle aree interne, visto che per ben tre mandati il vertice dell’ente è stato scelto nella zona pedemontana, tra Aviano e Caneva. In pole position c’è Sandro Rovedo, sindaco di Frisanco, anche se c’è chi vedrebbe bene nel ruolo sia Carrara, al di là degli impegni legati alla presidenza del Parco naturale delle Dolomiti friulane e alla guida del municipio di Erto e Casso, sia Giampaolo Bidoli, primo cittadino di Tramonti di Sotto, nonché ex presidente dell’Ecomuseo Lis aganis ed ex consigliere regionale.
Il primo a battere sulla questione della rappresentatività delle aree interne è, ormai da anni, il presidente reggente Carrara, che già nell’estate 2025, al momento della riconferma di Salatin, su tale aspetto aveva insistito. «Quest’anno il presidente della Magnifica comunità di montagna deve essere un rappresentante delle aree interne: è assurdo che possa, per la quarta volta, riaccadere il contrario», ha messo in evidenza Carrara, «Esiste un accordo, risalente a quattro anni fa, in base al quale si era stabilito che il ruolo di presidente sarebbe passato a un amministratore che rappresentasse queste zone. Un’intesa che, lo scorso anno, è finita nel dimenticatoio, in quanto per la terza volta consecutiva è stato nominato presidente un sindaco espressione della zona di Aviano e Caneva, non di quella della Valcellina, Val Colvera e Val Tramontina».
La consultazione della scorsa estate aveva creato una spaccatura, interna persino alla stessa Valcellina: da una parte Salatin, sostenuto anche da Barcis e Andreis, e dall’altra Carrara. Il primo aveva vinto per soli due voti, mentre quando era stato eletto la prima volta sul suo nome c’era stata l’unanimità. Un’unanimità che Carrara auspica ci possa essere di nuovo. «Spero non si creino nuove spaccature e che maretta e rancori siano messi da parte per il bene del territorio e nel rispetto degli accordi», ha commentato, «Attenderò che i nuovi consigli comunali si insedino, dopo di che procederò con la convocazione dell’assemblea della Magnifica: confido nel fatto che si possa trovare prima convergenza su un nome e che poi tutti i sindaci lo sostengano. Quanto alla figura del direttore, su cui l’anno scorso si era discusso, bisognerà capire le posizioni degli amministratori: era emersa la necessità di una persona sempre presente, meglio se a tempo pieno. Trattandosi di un incarico fiduciario, si dovrà valutare cosa fare in primis nell’ottica delle esigenze dell’ente e del bene delle comunità».
L’incarico di presidente e comitato ha durata triennale: anche su questo punto, nel 2025, si era accesa la discussione, in quanto il mandato di sindaco di Caneva per Salatin sarebbe potuto terminare quest’anno, come poi s’è verificato.
Fonte Il Messaggero Veneto
