Prime segnalazioni di stanziamenti iniziali non più sufficienti
di Laura Blasich
I Comuni del Friuli Venezia Giulia iniziano a temere per la tenuta dei loro bilanci alle prese con l’aumento importante del prezzo del gas e dell’energia elettrica, oltre che del gasolio. È il feedback che arriva dall’ANCI FVG, che fino a due settimane fa non aveva rilevato particolari criticità. «Ora invece abbiamo ricevuto più di qualche chiamata – afferma il presidente dell’Associazione dei Comuni del Fvg Dorino Favot –. Ci sono arrivate segnalazioni di stanziamenti iniziali non più sufficienti: i bilanci di previsione del resto sono costruiti sui dati dell’anno precedente e quindi del 2025».
Il caro energia
La voce gas è quella più critica, come riferisce Favot. L’ANCI non ha ancora richiesto un confronto con la Regione. «Prima faremo un punto della situazione con le amministrazioni locali, sicuramente entro fine primavera – spiega il presidente Favot–. In questo spazio di tempo potremmo capire se ci sarà la necessità di integrazioni di stanziamenti da parte della Regione a favore dei Comuni per fare fronte alla maggiore spesa». L’ANCI non ha invece ricevuto per ora segnali di difficoltà sul fronte delle opere pubbliche.
Le opere pubbliche
Se i maggiori costi dei materiali per ora sono assorbiti solo dalle imprese, anche i Comuni iniziano, però, a porsi il problema di una possibile revisione all’insù dei quadri economici delle opere di maggiore entità, come afferma il presidente della Comunità montana della Carnia, e sindaco di Ravascletto, Ermes de Crignis. «Abbiamo iniziato un ragionamento tra di noi nella riunione tenuta proprio in questi giorni – spiega de Crignis –. C’è molta preoccupazione, rispetto al costo del gas e del gasolio, ma anche delle opere. Nel caso in cui dovesse protrarsi questa situazione, ci sarà di certo una presa di posizione per farvi fronte».
Bilanci da rivedere
Gorizia, che ha già messo mano al bilancio in via preventiva adeguando le poste per gestire e non subire un eventuale shock alla riaccensione del riscaldamento in scuole, palestre, uffici, per ora non ha affrontato in modo formale, e sostanziale, il tema dei lavori pubblici. Un capitolo consistente prima, durante e dopo la Capitale europea della cultura. Anche in questo ambito l’amministrazione goriziana ha però definito una strategia. «Per scrupolo, useremo un maxi capitolo per gli interventi sulle opere pubbliche – afferma il sindaco Rodolfo Ziberna – in modo da poter spostare se necessario risorse da un intervento all’altro».
l’intervento delle amministrazioni
«Siamo sempre intervenuti per aggiornare i prezzi, quando necessario – dice il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza –. Abbiamo sempre fatto fronte ai rincari delle opere, perché è importante farle le cose, sempre entro quanto previsto dalla normativa». Il sindaco di Pordenone Alessandro Basso esprime da parte sua la necessità di una “maggiore” attenzione sul tema energetico: «Ci interpella come amministratori, come cittadini e come sindaco di una città che ha fatto e fa della sostenibilità ambientale uno dei propri punti di forza trasversali».
I piccoli Comuni
In alcuni piccoli Comuni, come San Canzian d’Isonzo, poco più 6 mila abitanti, a preoccupare al momento, come spiega il sindaco Claudio Fratta, è il rincaro del gas, ancora fondamentale per riscaldare gli edifici di proprietà, nonostante gli impianti fotovoltatici realizzati in questi ultimi anni. «Per ora non sono previste azioni sul bilancio, che non possono però essere escluse del tutto se la situazione non dovesse cambiare», aggiunge Fratta, ricordando che il caro energia è costato al suo Comune 150 mila euro annui nel 2023 e 2024, coperti grazie all’avanzo. «Abbiamo agito anche a livello di organizzazione: dall’1 marzo la pausa pranzo nei due giorni lunghi è stata accorciata per chiudere prima al pomeriggio», rileva Fratta, che non evidenzia criticità sulle opere, per ora. «Il prezzario 2025 ha visto aumenti sulle voci relative alle asfaltature: i Comuni credo siano già attenti a come si fa quel tipo di interventi», osserva il sindaco di San Canzian.
Misure per le famiglie
A Udine intanto la giunta De Toni sta pensando anche a sostenere i cittadini messi alle strette dal caro energia, alleggerendo la pressione fiscale locale. «Come assessorato ai Tributi stiamo valutando la possibilità di integrare il bonus sociale rifiuti – spiega l’assessora Gea Arcella – previsto a livello nazionale e pari al 25% della tariffa per le famiglie con un Isee di 9.796 euro con massimo 3 figli a carico o non superiore a 20 mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico, con una ulteriore quota messa a disposizione del Comune. Stiamo aspettando però i dati definitivi sulla potenziale platea degli aventi diritto per valutarne la fattibilità e l’ampiezza». —
