L'Associazione richiama l'urgenza di garantire ai Comuni tempi certi nell'assegnazione delle risorse per assicurare continuità ai servizi rivolti a bambini, adolescenti e famiglie
Il segretario generale di Anci, Veronica Nicotra, ha inviato una lettera al Capo di Gabinetto del Dipartimento per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ilaria Antonini, per sollecitare il completamento dell’iter di adozione del decreto di riparto relativo all’annualità 2025 del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, destinato alle cosiddette “Città riservatarie”. La nota è stata trasmessa per conoscenza anche alla Ragioneria generale dello Stato e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Nella lettera si ricorda che, nonostante il provvedimento abbia già acquisito il via libera della Conferenza Unificata nella seduta del 2 ottobre 2025, si è ancora in attesa della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Un ritardo che, sottolinea Nicotra, sta creando rilevanti difficoltà ai Comuni beneficiari, compromettendo la programmazione degli interventi e la continuità dei servizi rivolti all’infanzia, all’adolescenza e alle famiglie.
Le risorse del Fondo consentono infatti ai Comuni di realizzare interventi essenziali per la prevenzione del disagio, la promozione dell’inclusione sociale, il sostegno educativo e la tutela dei diritti di bambini e adolescenti. Il protrarsi dell’attesa rischia pertanto di avere ricadute dirette sui destinatari finali delle misure, una fascia di popolazione particolarmente fragile e bisognosa di protezione sociale.
Per questo Anci chiede un intervento urgente che consenta di concludere rapidamente il procedimento relativo al riparto 2025 e, considerato il ritardo già accumulato, di avviare contestualmente anche l’iter per il decreto di riparto relativo all’annualità 2026, così da garantire ai Comuni la tempestiva disponibilità delle risorse necessarie alla programmazione delle attività.
Nella lettera il segretario generale Nicotra richiama inoltre la necessità di razionalizzare e semplificare le procedure di riparto e assegnazione delle risorse ai Comuni, assicurando tempi certi, regolarità e continuità nell’erogazione dei finanziamenti, elementi indispensabili per garantire qualità della programmazione e stabilità dei servizi di protezione e inclusione sociale sui territori.
