Lavoro: Rosolen, smart working sia vantaggio per lavoratori e aziende

“Lo smart working da istituto straordinario può e deve diventare un istituto ordinario con le dovute cautele sia rispetto al lavoratore che all’azienda”.

Lo ha detto l’assessore regionale Alessia Rosolen intervenendo nel corso dell’incontro formativo “Lo SmartWorking tra lavoro e organizzazione” promosso dall’Università di Udine e dall’Ordine dei consulenti del Lavoro.
Come ha spiegato l’esponente dell’esecutivo Fedriga, “dobbiamo partire dal fare chiarezza sul significato di smart working. Più precisamente dobbiamo essere chiari rispetto al fatto che il lavoro agile non ha vincoli di orario e di luoghi, ma implica, all’interno di un contratto di subordinazione, una certa flessibilità e autonomia per il lavoratore. Allo stesso modo non è solo uno strumento di conciliazione tra vita privata e lavoro, come abbiamo creduto in questi anni, ma deve essere uno strumento per aumentare la competitività”.

“Con l’introduzione del lavoro agile e con il cambiamento dei contesti produttivi – ha aggiunto Rosolen – anche le imprese devono fare una riflessione su interventi quali il welfare aziendale, la responsabilità sociale di impresa, l’organizzazione interna e la formazione del personale e dei dirigenti che da un lato devono aumentare le loro competenze digitali, dall’altro avere la capacità di gestire la forza lavoro non più in presenza”.
In questo contesto, come ha sottolineato l’assessore, la Regione “può accompagnare questo percorso: già con le modifiche alla legge regionale sul lavoro abbiamo dato attenzione a questi temi. In più con la nuova programmazione Fse apriamo la formazione gratuita anche agli occupati. Possiamo fare inoltre una previsione dei cambiamenti che si verificheranno all’interno della società e nel 2022 studieremo un piano complessivo di interventi rispetto allo smart working declinato sui nostri territori”.

“Solo infatti se lo applicheremo come strumento innovativo in senso ampio – ha concluso Rosolen – lo smart working potrà avere un forte impatto anche sui rapporti socio-economici del territorio”.

ARC/COM/al

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia