Tutela legale per i volontari: la Regione coprirà le spese

La Regione FVG coprirà al 100% le eventuali spese legali o pretese di risarcimento che possono subire per le azioni che compiono sul campo in situazioni di emergenza

di Valeria Pace
 
Arriva un nuovo tassello nella battaglia per la difesa della Protezione civile regionale, struttura basata sul lavoro di centinaia e centinaia di volontari. La Regione, con un emendamento di giunta inserito nel ddl multisettoriale per volontà dell’assessore competente Riccardo Riccardi, coprirà al 100% le eventuali spese legali o pretese di risarcimento che possono subire per le azioni che compiono sul campo in situazioni di emergenza. Una fragilità del sistema emersa con il caso Preone.
 
La misura, che sarà in discussione oggi in Consiglio regionale, ha una copertura economica di 100.000 euro. Si tratta di una cifra al momento simbolica, che, garantisce nel modo più assoluto Riccardi, sarà rafforzata al bisogno per coprire ogni tipo di necessità: «Tutto quello che servirà, metteremo».
 
L’assessore
 
È «un segnale importante da mandare ai volontari: noi vi tuteleremo fino alla fine», afferma l’assessore. «È inaccettabile che un volontario, quando parte per andare sul posto di un’emergenza, a rischio della propria vita, possa dover pensare che rischia pure di perdere tutto quello che ha costruito nella sua vita, rischi di perdere la casa», aggiunge. Riccardi ricorda anche le altre azioni intraprese da Regione e governo a tutela dei volontari, in particolare il ddl ora in commissione Affari costituzionali al Senato.
 
Il caso Preone
 
La fragilità del sistema è stata esposta nelle aule giudiziarie, quando il sindaco di Preone Andrea Martinis e il coordinatore della Protezione civile, Renato Valent, sono stati ritenuti responsabili della morte del volontario Giuseppe De Paoli, avvenuta il 29 luglio 2023. In aggiunta alla condanna a un anno per omicidio colposo, è arrivata a una provvisionale di risarcimenti da 50.000 euro ciascuno alle parti civili. La notizia della sentenza di primo grado è arrivata il primo aprile scorso.
Il volontario, vigile del fuoco in pensione di 74 anni è morto travolto da un ramo mentre era impegnato assieme a una squadra di volontari nel ripristino della viabilità dopo che degli alberi erano caduti in seguito a una violenta ondata di maltempo.
Il rinvio a giudizio dei due, la scorsa primavera, ha fatto scattare una protesta di volontari e sindaci: prima i gruppi comunali della Carnia e poi quelli dell’intera regione hanno sospeso le attività.
 
La misura
 
Il contributo copre i costi per le spese legali e pure eventuali somme da risarcire a terzi. I fondi agiscono in tandem con la copertura assicurativa della Regione, coprendo anche la franchigia. Possono essere anticipati oppure arrivare a rimborso di somme già spese. Dovranno essere restituiti in caso sia provato il dolo da parte del volontario.
L’istanza va presentata alla Protezione civile completa di attestazioni che il fatto sia riconducibile ad azioni di Protezione civile e che ci sia un procedimento giudiziario in corso o che ci sia una richiesta di risarcimento stragiudiziale. In aggiunta devono essere presentati dettagli sulla copertura assicurativa e l’ammontare dettagliato delle somme per le quali si chiede il contributo.
 
A giudicare la richiesta sarà un comitato di valutazione composto dal direttore centrale della Protezione civile o un suo delegato, l’avvocato della Regione o un suo delegato e un componente dell’avvocatura della Regione. La risposta del comitato dovrà arrivare entro 90 giorni.
Fonte Il Messaggero Veneto