Giovani tra disagio e isolamento: al via il corso di ComPA e ANCI FVG per ripensare le politiche giovanili

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Al via dal13 Aprile la formazione dedicata agli Amministratori locali - Assessori e Consiglieri delegati - a cura della nostra Fondazione ComPA FVG

Meno della metà dei giovani italiani (49,6%) presenta un buon livello di benessere psicologico; il 47,1% dichiara di aver subito episodi di bullismo e il 37% sperimenta forme di relazioni fragili come il ghosting. A questi segnali si aggiunge un progressivo impoverimento della vita sociale: il 21% non è mai stato al cinema, il 46% non legge libri e meno della metà ha fatto un viaggio di almeno una notte, contro percentuali nettamente più alte in altri Paesi europei.

È da questo quadro che prende avvio il corso dedicato alle politiche giovanili per gli Amministratori del Friuli Venezia Giulia, organizzato da ComPA e fortemente voluto da ANCI Giovani FVG. Un percorso di otto ore tra lezioni e laboratori, pensato per fornire strumenti concreti per interpretare il disagio giovanile e costruire politiche integrate, capaci di promuovere il benessere delle nuove generazioni e coinvolgerle come protagoniste attive, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

“Negli ultimi anni ci siamo trovati sempre più spesso a fare i conti con una domanda scomoda: ma i giovani, davvero, dove sono dentro le nostre comunità? E soprattutto, perché facciamo così fatica a intercettarli? Da qui è nata l’idea di questo percorso. Non da una teoria, ma da un bisogno che tanti di noi Amministratori sentono ogni giorno: capire meglio, avere strumenti in più, evitare di fermarci alle risposte più semplici. Come ANCI Giovani FVG – dichiara Sara Tosolini, coordinatrice di ANCI Giovani FVG – abbiamo voluto creare uno spazio in cui fermarci a ragionare insieme. Un’occasione per confrontarci anche con chi lavora su questi temi, ma soprattutto tra di noi, partendo dalle esperienze concrete dei nostri territori. Sappiamo che i giovani non chiedono solo servizi, ma relazioni, ascolto, possibilità di esserci davvero. E questo cambia completamente il modo in cui pensiamo le politiche: non più “per” i giovani, ma “con” i giovani. Questo percorso è un punto di partenza: per provare a costruire comunità più vive, dobbiamo avere il coraggio di lasciare spazio, anche quando è più complicato, anche quando significa rimettere in discussione il nostro modo di amministrare”.

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Competenze specifiche per l’Assessore e il Consigliere delegato alle Politiche Giovanili